Le incongruenze di questa Fiorentina: Pellegrino re del gioco aereo, ma i viola sono 19esimi per cross...
Mario Tenerani
Dicono che allenare sia il mestiere più difficile del mondo. Magari è un’esagerazione però se ci fermiamo a riflettere su tutto il lavoro a cui è demandato un tecnico, il sospetto aumenta. Vanoli è arrivato, anzi è tornato, dopo 3 giornate e l’11 settembre ha colto al primo colpo subito un successo (2-4) a Venezia e un punto col Napoli (oltre al passaggio del turno in Coppa Italia col Pisa). Poi tre sconfitte, un pari e una nuova vittoria (sempre 2-4) col Sassuolo. Un percorso accidentato, reso ancora più spigoloso dalla ricerca dell’abito più giusto per questa squadra. In gergo la chiamano la “quadra”, cioè quel bilanciamento di qualità e quantità che consenta ad un gruppo di esprimersi in campo al meglio, soprattutto in modo efficace rispetto al risultato. Vanoli fino ad oggi non è riuscito a masticare fino in fondo questa Fiorentina. Per sua stessa ammissione nella precedente esperienza impiegò due mesi e mezzo. La nostra fiducia in Vanoli è intatta, ma speriamo stavolta faccia prima…
Le cose che non tornano
E’ la settimana che porta alla madre di tutte le sfide, la Juventus ieri sera ha vinto brillantemente a casa dell’AZ in Olanda. Ma sono anche i giorni in cui si parla della possibile titolarità di Oulai e Pedro dopo la bella prova di lunedì sera a Reggio Emilia. Il primo è un diamante grezzo da lavorare e costato quasi 30 milioni. Il secondo ha una storia di trofei vinti, gol e assist. Per quello le loro panchine fanno notizia. Aspettando Atta la mediana è un gioco ad incastro nel quale ancora non si intravede la luce. Ma c’è di più. A sinistra il valzer degli esterni bassi non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Si aspetta Parisi, si spera in Valdepenas, ma intanto da un paio di gare Joao Mario ha messo la freccia. La parte mancina della difesa viola rimane un rebus.
La contraddizione del numero nove
Mateo Pellegrino ha 25 anni, tanta umiltà e una voglia di mettersi a disposizione dei compagni che fa giurisprudenza. Lui si rimbocca le maniche, lotta e non si lamenta mai. Eppure ne avrebbe di argomenti per discutere. Mateo è un esempio. Non allarga le braccia per invocare un passaggio, ma si lancia nella tonnara senza paura. E pace se i rifornimenti scarseggiano. Fino ad ora ha segnato 3 gol in campionato e uno in Coppa Italia. Non è una roba da record, ma vedendo quello che passa il convento c’è da battere le mani. Pellegrino deve certamente migliorare, ma una dote ce l’ha, eccome: quando si alza in volo è una sentenza. Nella stagione scorsa a Parma, inghiottito nel catenaccio comunque fertile di Cuesta, ha realizzato complessivamente 12 reti di cui 9 di testa. Non solo: è risultato il secondo goleador di A proprio in quella specialità, ancora secondo per i duelli aerei tentati e vinti. A Firenze con la capoccia non ha ancora timbrato il cartellino. Serve altro? Non crossare per Pellegrino è un delitto calcistico. Perpetrato da chi? Dalla Fiorentina naturalmente… Pensate che gli uomini di Vanoli sono diciannovesimi nella classifica di A per cross fatti. Sembra una barzelletta, ma è proprio così. Il dato diventa ancora più sanguinoso: meno del 20 per cento dei cross tentati arriva in area. Morale: Vanoli, corri ai ripari. Un solo ordine: viola, palla in aria…


