COME I GAMBERI
Tre passi indietro. "Come i gamberi", direbbero i nonni. La Fiorentina torna dal Friuli con le ossa rotte e il morale a terra. E non potrebbe essere altrimenti. Troppo brutta la prestazione di ieri. Troppo scialba la squadra vista contro Quagliarella e compagnia. Troppo assenti di testa e di gambe i protagonisti viola scesi in campo. Novanta minuti nei quali è completamente mancato il gioco, ma soprattutto la rabbia e la grinta di chi aveva l'occasione di mettere la freccia e scavalcare la diretta concorrente in classifica. C'era l'opportunità di dare una bella spallata al Genoa, ma la Fiorentina di oggi è sembrata infischiarsene, e il risultato ne è soltanto la logica conseguenza.
FRA ROMA E GENOA - Così adesso il quadro si fa ancora più ostico. La Roma è in arrivo sabato sera a Firenze, e a meno tre punti in classifica. Clamorosamente risucchiata nella corsa al quarto posto seppure soltanto domenica scorsa sembrava esserne completamente fuori. Ci sarà da soffire e da sudare sabato sera, ed è limpido che la Fiorentina in campo non dovrà essere nemmeno lontana parente di quella sopportata oggi. Senza considerare che in casa Genoa, si saranno spellati le mani ad applaudire D'Agostino consci di poter ignorare lo stop interno di sabato e forti del rientro di Milito.
SENZA ALIBI - Le attenuanti non mancano, ma non giustificano il crollo di Udine. Il rigore fischiato a Gamberini non lascia perplessi, fa imbufalire e basta. La forza del tiro di Sanchez, la vicinanza dei due giocatori, il braccio di Gamberini che in realtà non fa altro che proteggere il fianco da una bordata terrificante. Cosa abbia pensato Bergonzi lo ignoriamo, di sicuro immaginiamo che abbia evitate di rifilare il secondo giallo al centrale gigliato solo perchè molto poco convinto della decisione di concedere un rigore del genere, dopo nemmeno un minuto di gioco nella ripresa. E poi, in mezzo al campo, troppo pesanti le assenze di due pilastri del calibro di Felipe e Melo e Montolivo a fronte di riserve non in grado di prenderne il posto, su tutti Almiron.
HARAKIRI - Ma è l'atteggiamento mentale (di tutta la squadra, nessuno escluso) che è mancato a Udine, a incutere un certo timore. In una giornata dove si poteva scendere in campo carichi a pallettoni, l'approccio al match con l'Udinese è stato soporifero. E la libertà con la quale Asamoah ha avuto tutto il tempo di decidere come impostare il suo gol del vantaggio ne è stata diretta anticipazione di come sarebbe andata a finire. Bisogna cambiare mentalità, il prima possibile. A cominciare da sabato sera. E fino alla fine del campionato in un rush finale vietato ai deboli di cuore. Servono nervi saldi, carattere da vendere e personalità spiccata. Fare harakiri in questo momento è deleterio. Speriamo semplicemente che non ricapiti più.


