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tmw / fiorentina / L'editoriale
A FIRENZE LETTERE, PAROLE E DIFFIDE, A BERGAMO CALCIO, SOLDI E RISULTATI
mercoledì 19 giugno 2024, 11:25L'editoriale
di Donato Mongatti
per Firenzeviola.it

A FIRENZE LETTERE, PAROLE E DIFFIDE, A BERGAMO CALCIO, SOLDI E RISULTATI

La deludente stagione appena conclusa della Fiorentina e il calciomercato che ufficialmente prenderà il via a luglio hanno nuovamente fatto puntare i riflettori sulla questione Franchi e i lavori di ristrutturazione. Due settimane fa, in occasione della conferenza stampa di fine campionato, fu annunciato dal dg Ferrari che il club avrebbe inviato al Comune di Firenze una lettera (spedita per conoscenza anche ai ministri dello Sport, dell'Economia e della Cultura), dove si diffidava "l'Amministrazione dall'intraprendere qualsivoglia iniziativa, adottare qualsiasi provvedimento o emanare qualsivoglia ordine volto a dare formale avvio ai lavori (di ristrutturazione dello stadio Franchi, ndr). Laddove, al contrario, questi siano stati già imprudentemente avviati, si intima di disporre l'immediata sospensione. Con riserva di ogni diritto, azione e ragione, in qualsivoglia sede, per la miglior tutela degli interessi della scrivente ACF Fiorentina S.r.l.".

Per tutta risposta, il giorno successivo l'invio della missiva a Palazzo Vecchio, le pinze demolitrici hanno iniziato a "frantumare" la scala in metallo che conduce il pubblico della curva Fiesole in cima agli spalti.

Dal Comune sostengono che l'intervento era programmato da giorni e non è stato effettuato in segno di "rappresaglia" a seguito della lettera viola. .

Martedì 11 giugno è stato anche il giorno in cui il dg Ferrari (come già accaduto per altri rappresentanti di club di serie A) è stato ricevuto in commissione Cultura e Istruzione del Senato e, in merito ai lavori al Franchi, il dg ha dichiarato che "a Firenze stiamo vivendo una situazione paradossale. Fin dal 2019 abbiamo proposto di costruirne uno a nostre spese, oggi ci troviamo davanti un progetto Franchi a cui mancano 100 milioni per essere finanziato e che a noi costerà tra i 9 e i 13 milioni l'anno per mancati introiti: per questo abbiamo già chiesto al Comune di bloccare i lavori". E il 13 giugno si è diffusa la notizia che la Fiorentina ha depositato presso il tribunale civile di Firenze un ricorso cautelare d'urgenza per chiedere lo stop alle ristrutturazioni.

Ripercorriamo le tappe che, dopo gli interventi propedeutici, hanno portato all'avvio dei lavori dello stadio Franchi.

La convenzione firmata dal club viola l'anno scorso (fine aprile 2023) prevedeva che il 31 maggio l'intero impianto fosse riconsegnato al Comune di Firenze e la prima squadra trovasse uno stadio alternativo dove giocare fino alla fine dei cantieri. Visto l'esito negativo per una soluzione in tal senso, il 30 gennaio 2024 l'ex sindaco Dario Nardella (che ha trionfato alle elezioni Europee facendo il pieno di preferenze), annunciò che il Comune, dopo le interlocuzioni con i progettisti e le ditte che si sono aggiudicate l'appalto per i lavori, aveva trovato una soluzione per far rimanere a giocare i gigliati nel loro storico impianto per tutta la stagione 2024-25. I cantieri si concentreranno in Curva Fiesole (con parte di Maratona e Tribuna laterali), consentendo una capienza di 22.000 spettatori. Inoltre Nardella annunciò che nel caso in cui la Fiorentina ritenesse di trasferirsi dopo la stagione 2024-25 nell'impianto Padovani adeguato per ospitare le partite di serie A, Palazzo Vecchio si sarebbe accollato tutti i costi per allestire uno stadio temporaneo da 18.000 spettatori.

Malgrado questa soluzione e questa prospettiva, da parte della Fiorentina non arrivano risposte positive e il club continua a esternare dubbi. Si chiedono certezze sui tempi e sulla copertura finanziaria per portare a termine tutte le opere previste dal progetto firmato Arup.

A febbraio chiude la curva Ferrovia e viene demolito il vecchio tabellone segnapunti, successivamente pochi operai eseguono il consolidamento e restauro delle gradinate originali del settore. In marzo viene siglato il contratto con le ditte che si sono aggiudicate i lavori (quelli al tabellone erano propedeutici) e da Roma arriva la proroga che sposta la data di fine di tutte le opere finanziate col Pnc-Pnrr dalla fine del 2026 alla fine del 2028. Marzo è anche il mese dove i 55 milioni definanziati per il Franchi tornano nelle disponibilità della Città Metropolitana di Firenze (individuando interventi coperti da risorse proprie del Comune, si potrà riavere disponibili i milioni tagliati - Firenze ha già oltre 150 milioni di interventi autofinanziati che possono rientrare praticamente tutti in quelli sostenibili dai cosiddetti Piani Urbani Integrati). Eppure la nenia del club viola prosegue, si ribadisce di gravi danni economici a causa della capienza limitata per il futuro, ma va ricordato che la richiesta di restare a giocare nel proprio storico impianto è avvenuta da parte della società gigliata. Tant'è che in occasione della campagna abbonamenti 2023-24, chi sottoscriveva la formula "Pro", tra l'altro, aveva diritto "per le future campagne abbonamenti in eventuali Stadi a capienza ridotta gli abbonati PRO avranno accesso alla prima fase di prelazione (fino a esaurimento posti)". A fine aprile, il neo dg gigliato Ferrari firma la proroga della concessione per il Franchi, dove sono contenuti tutti i dettagli per la stagione 2024-25: 22.000 posti fino al 31 maggio 2025, 600.000 euro il "canone" da versare nelle casse di Palazzo Vecchio. Giusto ieri il Corriere Fiorentino ha pubblicato i documenti del Comune da cui emerge che i posti lordi disponibili coi cantieri saranno 24.786, ben oltre la stima iniziale.

La Fiorentina ha inviato una diffida al Comune e presentato un ricorso cautelare in tribunale per un impianto non di proprietà del club, che verrà ristrutturato con fondi non del club e sul quale, il club, gode di un diritto di concessione che scadrà tra un anno. Nel resto d'Italia quando si è intervenuto per ristrutturare gli stadi le società di calcio hanno sempre partecipato con propri finanziamenti (al 100% o in larga parte). L'Atalanta dal 2019 gioca in uno stadio a mezzo servizio (la cui capienza a lavori finiti sarà inferiore a quella del Franchi a mezzo servizio), ma il 30 giugno 2023 ha chiuso l'ottavo bilancio in utile consecutivo e quest'anno si è qualificata per l'ennesima volta alla Champions League, sia grazie alla classifica (quarta in campionato), sia vincendo l'Europa League. Come mai? Come è possibile che nella piccola Bergamo sia accaduto questo e per Firenze si lamentino solo stagioni sportive di lacrime e sangue? La risposta appare semplice. A Bergamo fanno calcio, a Firenze si ha la sensazione che il club dimentichi che i risultati sportivi sono la principale fonte di ricavo. Lavori appaltati, contratti firmati e interventi già iniziati, ma per i desiderata di un soggetto privato che gode di un titolo a termine e ben definito su un immobile, si dovrebbe far saltare tutto, facendo scaturire un contenzioso da parte di chi deve eseguire le ristrutturazioni. Chissà cosa sarebbe cambiato se a ristrutturare il Franchi fosse stato Rocco Commisso, quale sarebbe stata la capacità durante i cantieri, quanto i mancati ricavi, o dove avrebbero giocato i viola qualora, come disse il presidente, "o si butta giù tutto e si rifà, o non se ne fa di niente"? In Senato il dg Ferrari ha dichiarato che a Firenze si vive una situazione paradossale. Come dargli torto?