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Fiorentina, nuovo presidente e vecchie criticheTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Stefano Prizio
per Firenzeviola.it

Fiorentina, nuovo presidente e vecchie critiche

Le notizie delle ultime ore sono nell’ordine: la nomina di Giuseppe Commisso a presidente del club viola e la seconda sconfitta consecutiva rimediata in Coppa Italia col Como), questo il ruolino che avrà la Fiorentina  sul groppone andando sabato al Maradona contro il Napoli e questo è il risultato non proprio fortunato della prima da presidente di Giuseppe, in casa viola molto è quindi successo nel giro delle scorse ore.

Il cda oltre a nominare il figlio del defunto Rocco al posto del padre ha confermato la dirigenza da tempo in carica, Alessandro Ferrari al vertice nella poltrona apicale di Dg, Mark Stephan amministratore delegato e Paratici (il quale atteso come una madonna pellegrina arriverà a giorni) direttore sportivo, Goretti resterà in squadra, ma con un ruolo ‘da definire’ ( con alcuni giorni di tempo potevano ben farsi venire un’idea per conferirgli almeno nominalmente un ruolo). Si tratta quindi di una decisione che, presidente e direttore sportivo a parte, cristallizza la situazione di questi ultimi  anni, con Giuseppe e Paratici in più. Per il resto sarà tutto uguale, con gli stessi limiti di esperienza e competenza che si sono evidenziati negli ultimi anni, perciò la Fiorentina dovrebbe essere oggetto delle stesse critiche, quanto meno le medesime che si facevano alla dirigenza prima della morte di Commisso, con in più un presidente neofita, l’entusiasta Giuseppe tanto pittoresco da urlare in chiesa quel ‘ forza viola’, certamente spontaneo, ma anche fuori luogo e da inscenare un balletto in balaustra che ha ridestato antichi  ricordi alla sua prima da presidente al Franchi.

Ma è proprio la cerimonia in duomo in suffragio di Rocco Commisso che  ha avuto un merito oltre quello di costituire un delicato e apprezzabile momento di raccoglimento. Ha avuto il merito di farci conoscere un po’ meglio la famiglia del defunto presidente della Fiorentina;della moglie Catherine e di Giuseppe abbiamo udito le voci, ascoltato le parole, osservato i movimenti per tentare di dedurre il loro carattere in relazione ad un futuro di conduzione della Fiorentina. 

Si è capito poi che tra le tante difficoltà che dovrà affrontare il nuovo presidente che rimane un simpatico ed espansivo uomo digiuno di pallone, ma soprattutto un ereditiero di un patrimonio notevole e quindi, come un favo colmo di miele attira le api, così egli attirerà una folla di questuanti e amici bisognosi che sgomiteranno nell’addensarsi attorno al successore di Rocco, una camarilla di nani e ballerine che costituisce il brulicante sottobosco storico della città, una corte dei miracoli bizzarra quanto insidiosa e famelica per chi  si avvicini con le tasche colme di quattrini al mondo del pallone che ammalia ed ottenebra anche i più accorti.

Anche per questo è probabilmente augurabile che, terminata la parabola dei Commisso con la morte del capostipite, l’unico realmente appassionato di calcio per via dei suoi trascorsi personali in gioventù. E’ augurabile, si diceva, che avvenga presto un passaggio di proprietà ad altri soggetti. L’ipotesi vendita infatti, malgrado le parole di Giuseppe e Catherine rimandate dall’eco della volta del Duomo di Firenze, non è del tutto svanita.

Più prosaicamente molto dipenderà da come si risolverà la trattativa tra il club viola e l’amministrazione comunale per la ristrutturazione dello stadio Franchi, trattativa in cui Catherine da tempo aveva affiancato il marito presenziando alle riunioni. La questione è, la Fiorentina parteciperà ai lavori dello stadio? E in caso affermativo con quanti soldi? E cosa otterrà in cambio? Tutto questo è oggetto di negoziato e farà la differenza nella decisione dei Commisso sul futuro del club viola, proprio come farà la differenza l’esito di questa stagione storta che tuttavia, gioverà ricordarlo, non è un evento  sfortunato precipitato dal cielo o il  frutto solo di un destino cinico e baro, ma è il risultato di anni e anni di gestione improvvida della dirigenza scelta da Commisso e in buona parte confermata nel cda che ha deliberato di aggiungervi un simpatico ed estroso nuovo presidente debuttante.