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tmw / fiorentina / LA NUOVA SERIE A 2012-2013
"IL BUONO E... IL CATTIVO" ...DA CESARE A SINISA...
martedì 25 maggio 2010, 01:00LA NUOVA SERIE A 2012-2013
di Stefano Borgi
per Firenzeviola.it
fonte www.stefanoborgi.it

"IL BUONO E... IL CATTIVO" ...DA CESARE A SINISA...

Interrompiamo per qualche giorno la rubrica "Violazzurro" che ci accompagnerà fino alla fine del mondiale sudafricano. Questi sono momenti nei quali la Fiorentina chiama, e noi rispondiamo...

Un collega più anziano di me, più esperto di me... più lungimirante di me, un giorno mi ha detto: "Dopo uno buono ci vuole uno cattivo. Cambiare per cambiare non serve, ed allora tanto vale cambiare per davvero..." Si parlava di regole non scritte, di leggi non codificate, se non dal tempo che passa, dall'esperienza che la vita (sportiva e non) ti porta a fare, anche se tu non lo vuoi. Si parlava dell'addio di Cesare Prandelli, un uomo buono, un uomo corretto, se non altro perchè (ho aggiunto io, interrompendo per un attimo il maestro) "non ha mai sgarrato di un minuto l'inizio di una conferenza stampa (una consuetudine per altri suoi colleghi ed ancor peggio per molti giocatori...) Anzi, spesso trovavi la porta della sala chiusa e quando la aprivi per entrare e sederti al banco col tuo computer ancora da accendere, il cigolio che ne seguiva era il segnale per un'occhiataccia che voleva dire... "Io sono stato puntuale, ho avuto rispetto del tuo lavoro. Perchè tu non hai lo stesso del mio?" Su questo Cesare Prandelli era inarrivabile, mentre ora che arriva Mihajlovic, Sinisa Mihajlovic, sarà tutto diverso. Perchè (chiedo al maestro...) arriva Mihajlovic, vero? "Domani (oggi per chi legge ndr.) decide. Al massimo nel fine settimana firma, proprio quando torna Cesare dal Canada ed annuncerà quello che non avrebbe mai voluto fare: accettare la panchina della nazionale ma sopratutto lasciare la Fiorentina. La sua Fiorentina". Da Cesare a Sinisa quindi, il buono e il cattivo. Per completare la transposizione cinematografica manca il "brutto", e identificare nel soggetto mancante Diego della Valle sarebbe troppo facile, quasi scontato. Forse se dicessimo il "bruto" ci avvicineremmo di più alla realtà. DDV ha, di fatto, brutalizzato un sogno, quello di Prandelli alla Ferguson, quello di vincere qualcosa (anche una semplice coppa Italia bastava) con il "Mago di Orz", l'allenatore che più di ogni altro ha saputo "allenare" Firenze, che più di ogni altro ha fatto breccia nei cuori della tifoseria viola.

Sarà perchè lui simboleggiava la rinascita dopo il buio della C2, dopo la paura della retrocessione del 2005. Sarà per quel minuto di silenzio, assordante nella sua imperturbabilità, fantastico nella sua tristezza, commovente nella sua glacialità, in onore di Manuela, un minuto che vale una vita, un minuto che ha legato per sempre una città, un popolo ad un uomo buono. E allora ci chiediamo: ma Firenze, che ha amato un uomo buono, che è diventata buona di per sè, si potrà affezionare ad un uomo cattivo? Potrà accettare un "senza cuore" come Sinisa Mihajlovic? Uno che 10 anni fa è stato tacciato di razzismo per aver offeso il colored francese Vieirà? Uno che nel 1993, in pieno campionato italiano (allora giocava nella Roma), fu richiamato alle armi dall'esercito jugoslavo impegnato al tempo nelle guerre che sconvolsero i Balcani? Uno, infine, che nel 2003 ricevette una pesantissima squalifica (8 giornate) per aver sputato e calpestato Adrian Mutu (all'epoca giocatore del Chelsea) oltre che aver lanciato una bottiglietta addosso al delegato Uefa dopo la sua espulsione, ricevendo anche una multa di 12.700 euro? Noi rispondiamo di si. Almeno io (ed anche il maestro) ne siamo convinti. Nel frattempo il "cattivo" ha salutato tutta Catania chiedendo gli auguri per un futuro migliore, il suo, colorato di viola. Firenze e la sua tifoseria, non dimentichiamolo, è stata cattiva, più di quanto lo sia oggi Sinisa Mihajlovic. Firenze seminava odio e violenza ovunque andava, Firenze faceva paura, una Firenze tifosa che per fortuna non c'è più, ma la cui anima orgogliosa e battagliera resiste e si riverbera tuttora, anche in tempo di pace. Firenze ama dividersi, combattere, vincere o perdere per lei fa poca differenza, l'importante è provarci fino in fondo, sputare sangue per un simbolo, un colore, una maglia. Firenze ama gli eccessi, come la distanza che separa Cesare da Sinisa... il buono e il cattivo.

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