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Fiorentina, Vanoli: “Diventiamo un gruppo vero. Kean? Sono contento che si arrabbi”TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 21:29Serie A
di Andrea Carlino

Fiorentina, Vanoli: “Diventiamo un gruppo vero. Kean? Sono contento che si arrabbi”

La Fiorentina conquista i quarti di finale di Conference League vincendo 2-1 anche sul campo dell’ArcelorMittal Park di Sosnowiec, dopo il 2-1 dell’andata al “Franchi”. Al vantaggio del Rakow con Struski in avvio di ripresa rispondono Ndour e Pongracic, che nel recupero firma il gol che chiude il discorso qualificazione e certifica il passaggio del turno per la squadra di Paolo Vanoli. Al termine della gara, l’allenatore viola ha analizzato ai microfoni di Sky Sport la prestazione, la crescita del gruppo, le scelte tattiche e le prospettive tra campionato e impegni europei. Mister Vanoli, questa reazione dopo il gol subito a freddo è il segnale che la svolta, anche in termini di continuità, è arrivata? "È quello che stiamo cercando da tempo tutti insieme. Stasera nel primo tempo ho fatto fatica a capire che calcio dovevi fare: volevamo provare a giocare, ma il campo non te lo permetteva, arrivavamo in ritardo sulle seconde palle e siamo stati poco veloci a capire come dovevi portare a casa la qualificazione. Nel secondo tempo è andata molto meglio, siamo anche andati in svantaggio, però questa squadra adesso ha un plus, sa reagire. Complimenti a tutti quelli che sono entrati, perché ci hanno dato una spinta in più. Stiamo diventando un gruppo, stiamo diventando una squadra che voleva a tutti i costi questa qualificazione e a volte la devi prendere anche in maniera sporca." In conferenza stampa ieri si era visto un clima più sereno, tra sorrisi e battute. Oggi, al gol di Pongracic, il suo sorriso è stato ancora più evidente: questa settimana vi ha dato quella leggerezza che mancava? "È normale: più vinci, più fai risultati importanti ed è bello avere questa serenità. L’abbiamo cercata e dobbiamo rimanere con la testa a posto, sempre coi piedi nudi per terra. Questa leggerezza però ci deve essere. Ne approfitto, perché mi hanno detto che Piccoli mi pagava per dirlo, per ricordare che il gol era suo… Quando viene, io decido che viene, ma non credo che ce lo porti Arturo. Se non diciamo questo, Roberto è capace di dirlo, quindi lo ripeto. Pongracic è un ragazzo che da quando sono qua è cresciuto tantissimo, soprattutto nell’attenzione. Stasera ha fatto un gol che ha sorpreso anche me: sinceramente stavo guardando Piccoli che, per l’ennesima volta, era partito in fuorigioco e ho pensato 'speriamo che non gliel’abbiano annullato'. È stato più lucido di me." Si è vista una grande reazione della squadra dopo il gol subito e un cambio di marcia quando ha inserito Dodò e Parisi. Questa capacità di vivere la partita dall’interno è un salto di qualità? "Il gol che abbiamo preso a inizio secondo tempo ha chiarito che bisognava provare a fare di più, con più convinzione, e lo abbiamo fatto subito. La reazione è la miglior testimonianza di una squadra che in campo sa vivere la partita. Appena ho messo in corsia Dodò e Parisi la squadra è stata efficace. In questo momento loro due insieme sembrano una coppia difficile da separare: stanno veramente bene insieme. È vero che, quando devi gestire le forze, a volte devi cambiare qualcosa per far respirare i giocatori, però è verissimo che sono una coppia alta 1,70 che si trova bene e fa la differenza. Anche Parisi, in quel ruolo, ci ha fatto cambiare marcia. Devo dire che Jack è stato bravo anche a sinistra, due o tre volte ad accelerare. È normale che quando arriva un giocatore da un campionato che non conosce ci siano le prime partite di entusiasmo e poi il momento in cui deve capire. Io sono veramente contento di tutti i ragazzi." Il risultato consente di allargare lo sguardo alla Nazionale. Da tifoso dell’Italia, lei consegna ora a Gattuso un giocatore importante come Kean: che messaggio si sente di dargli e che messaggio dà a Kean? Può essere l’uomo in più verso il Mondiale? "Penso che il selezionatore della nostra Nazionale sia più bravo di me a selezionare. Penso che sappia benissimo che Moise è un giocatore importante e stasera anche la sua reazione all’uscita fa capire la sua fame, la sua determinazione, la voglia che ha sia di aiutare la Fiorentina sia di aiutare la Nazionale. Adesso ci serve ancora per una partita che è quella di campionato e poi sicuramente è un ragazzo di cui, ne sono sicuro, l’Italia avrà bisogno." Restando su Kean: si è arrabbiato molto al momento della sostituzione? Sembrava volesse restare in campo. "Sono contento che si arrabbi, perché è un giocatore importante. Quando c’è quell’arrabbiatura, quella voglia di giocare, vuol dire che aveva voglia di incidere, di aiutare ancora di più. Dopo, però, l’allenatore sono io e devo anche capire che è un giocatore per noi fondamentale e che abbiamo ancora nove finali e appena passato un turno. Devo gestirlo nel modo giusto." Calendario fitto, tante gare difficili: l’Inter in campionato, poi i quarti di Conference League. Nella testa di un allenatore come ci si prepara a un periodo così dispendioso, anche a livello di energie? "Questo è l’aspetto più delicato per noi. Anche stasera, giocare dopo due giorni un passaggio del turno su un campo che ti permetteva poco palleggio ti spegne tanta energia. Devo dire però che stiamo lavorando bene e stasera si è visto nel corso della partita: reagire vuol dire stare bene anche fisicamente. Adesso dobbiamo essere bravissimi a recuperare, perché incontriamo una squadra fortissima che per di più è fuori dalle coppe e ha avuto la settimana per preparare la gara. Penso che sarà una partita che ti darà stimoli importanti."