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Tutto sul Crystal Palace, avversario della Fiorentina. Non doveva giocare la Conference

Tutto sul Crystal Palace, avversario della Fiorentina. Non doveva giocare la ConferenceTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Gaetano Mocciaro
Oggi alle 22:26Serie A
Gaetano Mocciaro

Non avrebbe dovuto nemmeno partecipare, alla Conference League. Parliamo del Crystal Palace, prossimo avversario della Fiorentina. I londinesi avevano conquistato sul campo l'Europa League avendo alzato al cielo a maggio la FA Cup, primo trofeo dopo 119 anni. Seguirà qualche mese dopo la Comminity Shield e lì però le eagles sanno già che dovranno giocare la competizione europea meno prestigiosa. Ma perché?

Il problema delle multiproprietà
Tutto legato al discorso delle multiproprietà: tra i comproprietari del Palace c'è John Textor, a sua volta proprietario del Lione, qualificatosi nella stessa competizione e che si è guadagnato il diritto a parteciparvi avendo un ranking migliore degli inglesi. Il club avrebbe potuto partecipare ugualmente all'Europa League: tutti i club i cui proprietari partecipano anche a un altro club hanno dovuto attuare misure di svincolo – temporaneo – entro il 1° marzo, per poter partecipare alla stessa competizione europea a partire dall'estate, in caso di dubbio. Cosa che il Crystal Palace, che evidentemente non pensava a vincere la FA Cup, non ha fatto.

Il cammino in Conference League
Per la gioia del Nottingham Forest, che ha preso il suo posto nella seconda competizione continentale. E con forte disappunto dei londinesi, che hanno affrontato questa competizione non propriamente col sangue agli occhi. Ma con un livello tecnico ampiamente superiore a qualsiasi altra partecipante di Conference, ecco arrivare ugualmente ai quarti di finale. Solo 10° nella League Phase, dove ha perso 2 partite, il Palace nei turni a eliminazione diretta ha sofferto sia con i bosniaci dello Zrisnjski che con i ciprioti dell'AEK Larnaca.

Oltre 100 milioni di monte ingaggi
Con 102.6 milioni di euro di monte ingaggi, il Crystal Palace è al 12° posto nella speciale graduatoria in Premier League, ma è il club che spende molto di più di qualsiasi altro club di Conference League. La Fiorentina, per fare un paragone, ha il 7° monte ingaggi di Serie A ma "solo" 64 milioni di euro.

Nessun obiettivo rimasto in patria
Attualmente 14° in Premier League, il Crystal Palace conserva un rassicurante vantaggio di 10 punti sulla zona retrocessione quando mancano 8 giornate. Eliminato sia da FA Cup che dalla Coppa di Lega, può permettersi in questo finale di stagione di concentrare tutte le proprie energie sulla Conference League.

Oliver Glasner, la stella è in panchina
La stella del Crystal Palace è l'allenatore: Oliver Glasner è l'uomo del primo storico titolo. Nativo di Salisburgo, scuola Red Bull, non è mai arrivato però alla guida della prima squadra degli austriaci né del Lipsia, portando però il LASK dalla seconda divisione austriaca al 2° posto in Bundesliga. E conducendo il Wolfsburg in Champions League nel 2021, ultimo exploit della squadra che ora sta rischiando la retrocessione. Ma il capolavoro l'ha ottenuto con l'Eintracht Francoforte, vincendo nel 2022 l'Europa League. Al Palace dal febbraio 2024, sta facendo cose grandiose. Con ogni probabilità lascerà la squadra al termine di questa stagione e vuole farlo in grande stile.

La squadra: Wharton il gioiellino
3-4-3 o 3-4-2-1 è lo stile di gioco del Palace che a gennaio ha perso un pezzo da novanta come Marc Guehi, ceduto al Manchester City. Tra i pali c' è il capitano Dean Henderson, che è da anni il vice di Jordan Pickford in Nazionale. In difesa spicca Maxence Lacroix, che Glasner aveva già avuto a Wolfsburg: 190 cm e pesa 88 kg, un fisico roccioso e di fatto difficilmente superabile. C'è chi lo ha paragonato a Rio Ferdinand e prima che si trasferisse a Londra era nel mirino di club di Serie A. Sulla fascia destra occhio a Daniel Muñoz Mejía che era stato monitorato dal Paris Saint-Germain alla ricerca di un vice-Hakimi. Davanti la velocità di Ismaila Sarr e l'estro di Yeremi Pino con Jorgen Strand Larsen punta centrale, arrivata nella finestra invernale pèer quasi 50 milioni. Sta prendendo il posto di Mateta, vicinissimo alla Serie A a gennaio ma rimasto a Londra per le condizioni fisiche che hanno lasciato dubbi. A Cipro ha giocato i supplementari e punta a tornare titolare per la doppia sfida contro la Fiorentina. L'uomo che è destinato ad essere protagonista sul mercato è a centrocampo: Adam Wharton, 22 anni, nel giro della nazionale inglese dove lo scorso novembre ha giocato la prima partita da titolare. Talento puro, ha una caratteristica ormai rara in questo calcio che è quella di saper saltare l'uomo. Nelle statistiche è uno dei giocatori capaci di creare maggiori palle gol in Premier League.

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