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Jury Chechi: "Ai calciatori servirebbe un bagno d'umiltà. Sono troppo protetti e non aiuta"
Interpellato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex ginnasta Jury Chechi, ha detto la sua sulle infelici frasi di ieri del presidente Gabriele Gravina, che ha parlato di calcio come unico sport professionistico in Italia e quindi imparagonabile con gli altri (che volano, a partire dal tennis, ndr): "Se il presidente federale dice una cosa simile, allora tanto vale giocare coi dilettanti, no? Non esistono sport di serie B. Non ha idea, anche perché non ha senso. Da cosa deriva? Soldi? Visibilità? Fama? Mia figlia fa equitazione, si allena 8 ore al giorno tutti i giorni. Cos’ha in meno rispetto ai calciatori? Ci vorrebbe un piccolo bagno di umiltà".
Secondo Chechi i calciatori sono troppo protetti e questo non aiuta per niente. Il calcio è uno sport sovradimensionato, ma esistono anche gli altri. La sua idea è che paragonare tutto al pallone sia riduttivo. Si finisce per entrare in un circolo vizioso, non virtuoso.
La carriera di Jury Chechi
Nato a Prato l'11 ottobre 1969, i genitori lo chiamano Jury in onore del cosmonauta Gagarin, primo uomo a volare nello spazio. Nella carriera ha raccolto trionfi inimmaginabili per la ginnastica italiana a quel tempo, tra cui 13 vittorie ai Giochi del Mediterraneo, 3 Universiadi, 4 Europei, 5 Mondiali e anche uno storico oro olimpico, ad Atlanta 1996. In poche parole, un gigante dello sport italiano.
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