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Corsa alla FIGC, l'AIC non proporrà un terzo nome dopo Malagò e Abete
Nei giorni scorsi il presidente dell'AIC, Umberto Calcagno, ha spiegato a TMW le idee dell'Assocalciatori per rilanciare il calcio italiano (leggi qui l'intervista). E in merito all'ipotesi di eleggere un ex calciatore al vertice della FIGC non aveva inizialmente chiuso la porta: "Se i tempi sono maturi? Potrebbero esserlo. Abbiamo figure che possono ricoprire questo ruolo, gente come Demetrio Albertini o Damiano Tommasi", le sue parole.
Nel frattempo però è arrivata la forte presa di posizione da parte delle squadre di Serie A: 19 club su 20 hanno scelto Giovanni Malagò come proprio candidato per succedere a Gravina. Calcagno aveva anche spiegato, in merito all'ipotesi di eleggere un ex calciatore: "Però c’è bisogno che le altre componenti condividano questa strada: tutte le volte che l’assocalciatori e l’assoallenatori hanno candidato un calciatore, è stato bruciato. Di sicuro non faremo questo, non forzeremo alcuna soluzione di questo tipo”. Parole chiare insomma.
L'AIC non proporrà un terzo nome
La Gazzetta dello Sport spiega che la compattezza dimostrata dai club di Serie A nel proporre Malagò rappresenti un segnale importante in tal senso. Ecco perché, secondo quanto riporta il quotidiano, l'Assocalciatori non vuole tirare in mezzo un terzo nome dopo quelli dello stesso Malagò e di Abete. Questo per scongiurare il rischio di un commissariamento della FIGC, scenario che si configurerebbe se nessuno raggiungesse il 51%.
Sia per l'Assocalciatori che per l'Assoallenatori - che di solito fanno fronte unito sul voto - Malagò appare poi convincente sotto il profilo dirigenziale e sportivo, ma prima si passerà dall'incontro con i candidati.
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