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Kean-Palladino, destini incrociati: un anno fa protagonisti in viola, oggi con l'incognita futuro
Sarà il Franchi a fare da teatro all’ultima recita stagionale della Fiorentina, che aprirà la 38ª e ultima giornata di Serie A ospitando l’Atalanta. Una sfida che avrà poco peso in chiave classifica, ma che i viola vorranno comunque onorare fino in fondo per provare a chiudere l’annata con un sorriso davanti al proprio pubblico. L’obiettivo sarà quello di regalare ai tifosi un ultimo successo stagionale e rendere leggermente meno amaro il bilancio finale, anche se il clima attorno alla squadra si preannuncia tutt’altro che sereno, e non è esclusa neanche una contestazione al termine dei 90 minuti. Allo stesso tempo Vanoli proverà a regalarsi la decima vittoria in campionato che gli consentirà di raggiungere i 40 punti nelle 28 partite disputate da tecnico dei viola e di arrivare con slancio al fatidico incontro con la dirigenza in programma nei prossimi giorni.
Dubbio Kean
Il grande dubbio in casa Fiorentina resta legato a Moise Kean. L’attaccante continua a seguire un programma personalizzato, con doppie sedute di lavoro per smaltire definitivamente il problema alla tibia che si trascina ormai da mesi. Non è escluso che Paolo Vanoli possa comunque inserirlo tra i convocati, magari per permettergli di salutare il Franchi e i tifosi viola, ma un suo impiego in campo appare al momento piuttosto improbabile. La sfida del 4 aprile contro Verona rischia così di essere stata non soltanto l’ultima presenza stagionale di Kean con la maglia viola, ma forse anche l’ultima in assoluto. Il suo futuro resta infatti uno dei nodi più delicati da sciogliere per Fabio Paratici e la dirigenza gigliata. Il suo rendimento è stato certamente al di sotto delle aspettative e il numero 20 - anche per il pesantissimo ingaggio che si porta dietro - non sembra avere una fila di pretendenti alla sua porta.
Riecco Palladino
Per la prima volta torna al Franchi anche Raffaele Palladino, che proprio un anno fa aveva sorpreso tutti rassegnando le dimissioni da tecnico della Fiorentina, complice un rapporto mai davvero sbocciato con l’allora ds Daniele Pradè. Magari l’allenatore campano avrebbe preferito mostrarsi agli occhi dei suoi vecchi tifosi con ben altro status. E invece ironia della sorte vuole che proprio al Franchi sembra destinato a guidare per un’ultima volta la Dea prima dell’inevitabile esonero al termine della stagione. Palladino proverà comunque a salutare con una soddisfazione: battere la sua ex squadra e riportare gli orobici al successo in uno stadio dove la vittoria manca dal 2021.
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