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Fiorentina, Vanoli: "Se sarò io l'allenatore voglio ambizione. Lo stallo lo vivo con serenità"
Al termine della gara contro l'Atalanta, il tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli interviene in conferenza stampa dallo stadio Artemio Franchi di Firenze. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com.
Questa Fiorentina può ripartire da Comuzzo?
"Nella vita si passano anni bui ed è li che si cresce. Lui ha potenzialità, forse è arrivato troppo in fretta ad un certo punto di crescita. Poi le annate a volte cerchi di fare le cose bene e succede questo. Io penso che abbia un futuro importante".
Si aspettava quei cori dalla Fiesole?
"Credo che sia stato un premio importante e li ringrazio. Il lavoro è stato ripagato anche se la Fiorentina meritava di più. Nel finale abbiamo provato a dare tutto, anche a Torino abbiamo dato una piccola soddisfazione ai tifosi. Sul mio futuro ho sempre detto che la società mi è stata vicina. Due settimane fa c'è stato un incontro, hanno un'opzione e dovranno essere loro a valutare. L'importante è che non rimanga per riconoscenza. Io se resterò voglio una Fiorentina ambiziosa".
È lei che potrebbe decidere di andarsene se la Fiorentina non dovesse prendere velocemente la sua decisione?
"Questo impasse non mi sorprende e la scelta è la loro, ma anche mia. Finora ero talmente concentrato nel salvare la Fiorentina che non ho pensato ad altro. Due settimane fa non abbiamo parlato di squadra o di futuro, ma come ho visto io la situazione all'interno della Fiorentina. Io lì non ho parlato di ambizione o di squadra futura. Il direttore mi chiese un certo tipo di dialogo e gli ho presentato quello che serve per migliorare tutto. Vorrei restare perché viene riconosciuto il mio lavoro e con una Fiorentina di alto livello".
Come vive lei questa situazione?
"Io sono arrivato all'obiettivo e questa è una grande gratificazione. Io la vivo bene perché sono nel calcio da tanti anni e ho esperienza. Il Direttore Paratici è di alto livello, con Goretti e Ferrari ho un grande rapporto. Tutti eravamo concentrati all'obiettivo, adesso la parola spetta a loro".
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