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Fiorentina-Atalanta da ultimo giorno di scuola. La cattedra di Vanoli è un rebus: e se fosse lui a mollarla?
Il triplice fischio dell’arbitro Perri come il trillo della campanella che suonava nell’ultima ora e dava inizio all’estate. E in campo Fiorentina e Atalanta hanno dato vita a un match che sapeva del classico ultimo giorno di scuola: tanto relax, spazio per chi ha giocato meno, ritmi piuttosto blandi. Non a caso è la meteora Christensen a portarsi a casa il premio di MVP che la Serie A è solita consegnare al termine del match. Come ogni ultimo giorno di scuola che si rispetti, il pensiero va anche a settembre, a chi sarà rimandato, chi verrà bocciato e se ci sarà qualche professore nuovo in classe. E al Viola Park la cattedra di Paolo Vanoli continua a traballare.
E se alla fine fosse lui a mollare?
Il suo futuro è ancora piuttosto incerto e la società viola non sembra aver preso una decisione definitiva. In questo scenario viene perciò da chiedersi: ma se alla fine fosse Vanoli stesso a salutare la Fiorentina? Una domanda che nasce dalle dichiarazioni fatte dal tecnico in conferenza stampa. “La scelta non è solo della società, è anche mia. Magari dico di no…”, ha detto beffardamente il tecnico varesino, che da settimane pone una condizione necessaria per il prossimo anno: “Se sarò ancora io l’allenatore voglio una Fiorentina ambiziosa”.
La Fiesole lo risparmia
Nell’attesa di sapere se quello fatto al Franchi sia stato un addio o un arrivederci, Vanoli è stato l’unico a salvarsi nella serata di aperta contestazione che ha accompagnato la Fiorentina prima, durante e dopo la gara. Tanti striscioni e cori contro i giocatori da parte della Curva Fiesole, cuore pulsante del tifo gigliato. L’unico “graziato” è stato appunto Vanoli, tributato apertamente con il coro “Rispettiamo solo Vanoli”. Un jolly niente male - l’appoggio dei tifosi - da giocarsi al momento del tanto atteso faccia a faccia.
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