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Sabatini scherza: "Se Paratici si innamora della Fiorentina come di Pilar Fogliati farà una rosa top"
Ospite all'evento a Firenze di Pitti Uomo, il giornalista Sandro Sabatini ha commentato l'attualità di casa viola iniziando dalla nomina a nuovo allenatore di Fabio Grosso: "Mi piace tantissimo da qualche anno. Viene da un percorso in cui è riuscito a crescere senza strafare. A volte è sembrato addirittura ridursi nel voler restare in Serie B anziché salire in Serie A, mi riferisco per esempio al Frosinone. Al Sassuolo ha completato il suo percorso di crescita e per me adesso è pronto per la Fiorentina. Non è uno che vende la propria immagine o che fa promesse, ma è molto adatto ai viola. Poi tuto dipende dalla squadra che gli costruiranno".
Si aspetta un colpo "alla Paratici" quindi?
"Vorrei che Paratici guardasse la Fiorentina con gli stessi occhia a cuore che riserva alla sua fidanzata Pilar Fogliati. Se si innamora della Fiorentina allo stesso modo farà una grande squadra".
Si aspetta una rivoluzione?
"Per me la Fiorentina ha una buona squadra, ma è chiaro che deve risolvere dei problemi. Ad esempio, se Dodo vuole andar via allora amici come prima. A quel punto però va preso uno forte sulla fascia. Su Kean, che vuole restare, gli direi che però deve mettere la Fiorentina al primo posto delle sue attenzioni. Poi per me c'è un giocatore come Fagioli che non ha nessuno in Italia".
Grosso è un 'giochista' o un 'risultatista'?
"A me piace molto proprio perché non è catalogabile. Lui è uno che caratterizza i giocatori che ha a disposizione. A Sassuolo aveva quegli esterni e gli ha valorizzati, a Firenze per me troverebbe il modo di far giocare insieme Piccoli e Kean. Per questo motivo mi piace molto. Poi la divisine non esiste, perché anche i così detti 'giochisti' se non fanno risultato non vanno da nessuna parte. Nel calcio mi sembra che si sia creata la differenza tra nuoto e nuoto sincronizzato. La Pellegrini era una che doveva portare i risultati, non fare la bracciata più bella o la miglior respirazione".
Come vede un centenario della Fiorentina senza Antognoni?
"Non è un centenario, non è una celebrazione, senza Giancarlo Antognoni. Detto questo, vorrei che per amore mettesse i viola in primo piano rispetto ad un invito che poteva essere meno formale di quello che si aspettava. Per me si deve rendere conto che se non va al centenario fa una bella cosa per il suo orgoglio ma una brutta cosa per la Fiorentina".
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