Paratici non si ferma più: Mastantuono ma non solo, ora tutto sull'esterno
L'estate della Fiorentina non è calda, è bollente. E non solo per le temperature che ormai da mesi superano le medie e costringono la città alla canicola. Con l'arrivo di Fabio Paratici come direttore sportivo è iniziata una rivoluzione che non accenna a fermarsi. Franco Mastantuono è l'ottavo innesto per il nuovo allenatore Grosso, un numero enorme se pensiamo che ancora mancano più di 25 giorni alla fine del calciomercato. D'altronde il dirigente ex Juventus e Tottenham aveva chiaro il da farsi una volta dato l'ok al contratto con la Fiorentina: prima la salvezza, poi la rivoluzione.
Mastantuono è un segnale al calcio italiano
Se già gli affari chiusi fin qua facevano capire il livello di ambizione del nuovo corso del club nell'anno del centenario - elemento da non sottovalutare soprattutto per le motivazioni del presidente Giuseppe Commisso - il prossimo approdo in viola di Franco Mastantuono è un grido forte e chiaro al calcio italiano: la Fiorentina c'è e non ha paura di alzare l'asticella. Perché il classe 2007 è giovanissimo ma è già stato l'acquisto argentino più costoso della storia solo un anno fa, quando il Real Madrid pagò 63 milioni al River Plate per portarlo in Spagna. La stagione appena conclusa non è andata come sperato ma è stato soprattutto Mourinho a preferire dare più spazio al talento di Azul. E qui è stato bravissimo Paratici grazie ai buoni uffici con il Real a strappare la preferenza del club e del calciatore.
E ora? A tutta sull'altro esterno
Un'altra tessera del complesso domino che sta mettendo in pratica Paratici è andata dunque al suo posto in attesa di visite mediche e firme, ma non è finita qui. Il dirigente sta continuando a lavorare anche su altri fronti, uno su tutti l'esterno sinistro. Perché con Mastantuono e Kean la volontà è quella di trovare un profilo di pari grado, trovando per Gudmundsson o una soluzione altrove oppure da alternativa. Bakayoko e Lang restano due idee ma non sono le uniche, anzi. Però il tempo diventa un fattore fondamentale per trovare il profilo giusto. Perché Paratici non vuole sbagliare e per tenere alto il livello servono i soldi ma anche le idee e il tempismo giusto. Per dare di nuovo a Firenze una squadra in grado di farla sognare.


