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Minotti: "Non avevo dubbi su Pellegrino. E la Fiorentina può sfruttarlo di più di testa"
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L'ex difensore Lorenzo Minotti, storico capitano del Parma, ha parlato a Radio FirenzeViola delle ultime vicende di casa Fiorentina, partendo dal centravanti Mateo Pellegrino, ex gialloblù: "Non avevo dubbi sul tipo di persona che fosse Mateo. La motivazione che muove questo ragazzo e il comportamento che aveva tenuto nei primi due anni a Parma mi avevano colpito. Tra l'altro viene da una famiglia dove si respira calcio e credo che sia stato proprio educato a come si fa questo mestiere".
Può crescere ancora? Quanto?
"Secondo me nella Fiorentina ci stava alla grande e credo che abbia ancora ampi margini di miglioramento. Probabilmente devono ancora venire fuori tutte le sue caratteristiche migliori. Quello che emerge è che è un giocatore che si spende proprio per la prestazione della squadra e mette magari da parte l'egoismo".
Come fare a valorizzarlo ancora?
"Sono contrario a creare modelli tattici che esaltino un solo giocatore. Però, se lui è bravo di testa, bisogna anche metterlo nelle condizioni di sfruttare questa caratteristica. Al momento la Fiorentina non ha tanti giocatori che arrivano sul fondo per crossare. Può essere anche questo un aspetto".
Col Napoli ha spiccato Dragusin: più difficile trovargli il compagno al centro o sulla fascia sinistra della difesa?
"È sempre una questione di equilibri. Bisogna adeguare le caratteristiche del singolo a quello che è il modulo, il sistema difensivo e le caratteristiche di tutto il reparto che deve stare davanti a De Gea. Se Valdepeñas fa fatica a difendere ma ha determinate caratteristiche, è logico che dall'altra parte avere un altro giocatore che magari difende poco può esporre la squadra a delle difficoltà in fase difensiva. Bisogna molte volte cercare di equilibrare le caratteristiche dei due esterni: uno magari più conservativo, che sa legarsi meglio ai tre centrali, e l'altro che può spingere e sa di avere tante volte la copertura o il raddoppio".
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