Ranieri, il leader ritrovato: con Vanoli è tornato un pilastro viola
Da possibile riserva a colonna della difesa nel giro di poche settimane. Il cambio in panchina ha restituito alla Fiorentina la versione più solida e affidabile di Luca Ranieri, tornato al centro del progetto dopo essere scivolato indietro nelle gerarchie di Fabio Grosso. Nelle prime tre giornate di campionato il classe ’99 aveva disputato appena una partita (la prima di campionato a Roma), dando l’impressione di non essere imprescindibile per l’ex allenatore del Sassuolo. L’arrivo di Paolo Vanoli - che Ranieri lo conosceva eccome, nel bene e nel male - ha però cambiato lo scenario, riportando il difensore là dove negli ultimi anni aveva dimostrato di poter stare: nel cuore della retroguardia viola.
Il muro con Dragusin
Le prove offerte contro Venezia e Napoli hanno certificato la rinascita. Ranieri ha risposto con due prestazioni di sostanza, formando con Dragusin una coppia centrale sempre più affiatata e affidabile. Il romeno sembra essere tornato su livelli di rendimento molto alti, ma anche il mancino viola ha ritrovato sicurezza e capacità di guidare il reparto. Contro gli azzurri ha vinto tre duelli a terra su quattro e firmato altrettanti recuperi decisivi: numeri che raccontano solo in parte una gara giocata con personalità e attenzione.
Una leadership nuova
La svolta più importante, tuttavia, riguarda la gestione dei momenti. Ranieri ha ritrovato leadership senza ricadere in quell’eccesso di emotività che nella scorsa stagione ne aveva condizionato il rendimento. Proprio sotto la gestione Vanoli aveva perso la fascia di capitano e concluso alcune partite in panchina. Ferite trasformate in insegnamenti. Oggi il difensore appare più maturo, lucido e convinto dei propri mezzi: meno istintivo nelle reazioni, più autorevole nelle scelte. E la Fiorentina, insieme al suo leader ritrovato, ha recuperato una certezza.


