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L'ANGOLO DEL TIFOSO – Alessandra Di Legge: “Il Frosinone ripartirà più forte di prima”TUTTOmercatoWEB
lunedì 26 aprile 2021, 09:00News
di Francesco Cenci
per Tuttofrosinone.com

L'ANGOLO DEL TIFOSO – Alessandra Di Legge: “Il Frosinone ripartirà più forte di prima”

 Per la nostra rubrica " L'ANGOLO DEL TIFOSO", abbiamo oggi il piacere di intervistare Alessandra Di Legge, una donna molto nota in ciociaria e in ambito nazionale. Infatti tra i suoi numerosi incarichi, c’è anche quello prestigioso di capo della commissione analisi e studio della Lega Serie B. Oggi la intervistiamo in veste di tifosa appassionata del Frosinone.  

Dunque Alessandra, sappiamo che praticamente sei nata giallazzurra, e che hai quindi seguito il percorso del Frosinone dai tempi della serie D sino ad oggi. Grande orgoglio per la ciociaria e meriti alle varie dirigenze. Cosa ne pensi a proposito?

“La mia storia col Frosinone è iniziata prestissimo, da quando avevo 4 anni, andavo allo stadio con mio padre che era abbonato. Ricordo che quell’anno c’era Massimo Palanca che fu portato in trionfo alla fine del campionato! E’ una bellissima storia perché lo stadio Matusa era al centro della città e il calcio coinvolgeva tutta la cittadinanza, ma anche le cittadine vicino, come ad esempio la mia Ferentino. Nel mio cuore conservo dei passaggi importantissimi, come un Frosinone-Campobasso, l’anno in cui era allenatore Alberto Mari, e sembrava che la squadra potesse andare in serie B. Ricordo diecimila persone allo stadio, una cosa meravigliosa, e io tornavo dall’università tutti i fine settimana e non ho perso una partita, conservo ancora i biglietti! Altro ricordo indelebile è l’anno della promozione in B, in particolare la partita in cui battemmo il Grosseto di Allegri, ed io c’ero. Infine come dimenticare gli anni del doppio salto dalla serie C alla serie A e la presidenza della famiglia Stirpe, Benito e poi Maurizio, poi il nuovo stadio. Un Frosinone quindi molto amato dai suoi tifosi, orgoglio della ciociaria e con una dirigenza capace di collocare questa città nel gotha del calcio, perché il Frosinone gode di grande rispetto, grazie alle importanti scelte fatte. Avere uno stadio come il Benito Stirpe è un vanto, perché coniuga lo sport e l’accoglienza alle squadre avversarie con standard qualitativi molto alti anche in termini di sicurezza. Per questi motivi sono molto orgogliosa!“.

Veniamo alle note dolenti di quest’anno. Il Frosinone era partito per stare nella parte sinistra della classifica, invece è scivolato nelle sabbie mobili ai confini della zona play out. Quale è la tua analisi su questo andamento?

“Io credo che dobbiamo partire dallo scorso campionato, per capire le cause. L’anno scorso non siamo arrivati in serie A solo per il regolamento, il Frosinone ha fatto dei play off straordinari e c’è mancato davvero pochissimo. Questo nel calcio pesa moltissimo, perché quando non si arriva ad un risultato per così poco, poi diventa difficile ripetersi l’anno successivo. Se poi pensiamo che il campionato è ricominciato poco dopo la fine dei play off, che ci sono molti giocatori in scadenza di contratto e che ci sono situazioni difficili, come la pandemia, non è facile ripetersi.”

In questo campionato si è molto dibattuto sull’allenatore e sul modulo di gioco. Si è passati dal contestato Nesta a Grosso, per le ultime otto partite. A tuo avviso questa scelta è stata giusta, tardiva, oppure ci poteva essere un’altra soluzione?

“Il fatto che la squadra non stia rendendo come lo scorso anno, è chiaro che trascina dentro l’allenatore. Per avere il polso della situazione, bisogna vivere la squadra dall’interno e quindi non conoscendo le dinamiche, risulta assurdo poter dare delle opinioni su cose che sa solo chi sta dentro lo spogliatoio. Per quel che mi risulta la dirigenza del Frosinone non ha mai imposto il modulo. E’ davvero molto singolare, ed è la prima volta, che si parla sempre di questo modulo tattico, è diventato davvero un motivo dominante. Io credo che ci vuole una seria ripartizione dei ruoli e competenze perché un allenatore sa come esaltare i propri giocatori. Probabilmente il cambio di allenatore è avvenuto perché a volte è necessario dare una scossa all’ambiente. Forse poteva essere fatto anche prima, ma fare una scelta di questo tipo non è facile. Devo dire che oggi giocare a 4 in difesa non è semplice con questa struttura di squadra, e la mancanza di Ariaudo ha complicato la situazione in quanto lui ha le caratteristiche per questo tipo di difesa”.

 Questa stagione è stata influenzata pesantemente dal Covid. Pensi che l’assenza del pubblico dallo Stirpe, che sappiamo essere il dodicesimo uomo in campo, abbia in qualche modo influito sulle prestazioni della squadra?

“Sappiamo tutti che per una squadra di così lunga tradizione, e che ha questo grande amore con i tifosi, questi siano il dodicesimo uomo in campo. Devo dire che la pandemia ha cambiato proprio il modo di giocare. Vedere gli stadi vuoti e sentire tutti i rumori di sottofondo, è davvero surreale. Ci sono squadre più sensibili alla mancanza del proprio pubblico e altre meno, è però chiaro che il pubblico manca per tutti e quindi questo non può essere un alibi. Certamente in un sistema di concause, il calore del nostro pubblico può avere una parte. Comunque io non drammatizzerei la situazione perché un anno di difficoltà ci può stare e credo che il Frosinone ripartirà più forte di prima”.

Per finire, fatti i debiti scongiuri, pensi che nel prossimo campionato di serie B nel Frosinone ci sarà una rivoluzione a livello tecnico e parco giocatori, oppure credi in una certa continuità da parte della dirigenza?

“Innanzitutto direi che questa pausa giunge in un momento opportuno, e spero che dia modo a Grosso di conoscersi meglio con la squadra e capire meglio le caratteristiche dei giocatori, così da portare a termine questo campionato in sicurezza. Ad oggi, vista la classifica, non ci sarebbero nemmeno i play out, però il campionato di serie B non è mai prevedibile e bisognerà sempre stare molto attenti. Per il futuro, dopo i risultati di quest’anno, il presidente Stirpe, che gode della stima di tutti, sicuramente metterà mano ad un nuovo assetto della squadra per ripartire più forti di prima. Vorrei dire che è auspicabile un ritorno alla normalità, perché il calcio ha bisogno di riavere i propri tifosi e non solo. Il calcio, soprattutto quello di serie B, dà lavoro a tantissime famiglie. Tutti guardano agli introiti milionari, ma questi non sono nel campionato cadetto, pertanto spero che al più presto si possa tornare alla normalità in estrema sicurezza”.

Se anche tu vuoi essere intervistato, scrivi a info@tuttofrosinone.com; indicando nome, cognome e recapito telefonico