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A NATALE PER I BAMBINI SI PUO’ E SI DEVE, IL FROSINONE AL FIANCO DELLA HEAL

12.12.2019 18:30 di Tuttofrosinone Redazione    per tuttofrosinone.com   articolo letto 206 volte
Fonte: Frosinone Calcio
A NATALE PER I BAMBINI SI PUO’ E SI DEVE, IL FROSINONE AL FIANCO DELLA HEAL
© foto di Federico De Luca

La solidarietà del Frosinone è sempre un valore. E a Natale la solidarietà per i bambini è qualcosa di ancora più valore. Emozione ed anche una velata commozione per la presentazione della partnership tra la Società giallazzurra e l’Associazione Heal che, scopo più che nobile, si occupa della ricerca nel campo dei tumori del cervello nei bambini. Un progetto che aiuta, sostiene il lavoro quotidiano di tanti operatori del settore ma che soprattutto sostiene le famiglie dei piccoli colpiti da questa tremenda piaga.

La conferenza stampa ha visto intervenire il segretario dell’Associazione, Simone De Biase e il direttore Marketing & Comunicazione-Rapporti Istituzionali, Salvatore Gualtieri. In sala anche il capo ufficio stampa dell’Associazione, Salina Venditti e uno dei soci della stessa Associazione, Luca Palmigiani. Presente anche la moglie di Simone De Biase, la coppia è stata colpita duramente dalla scomparsa della loro figlioletta. Gualtieri aveva immediatamente attivato i contatti con l’Associazione per organizzare questa partnership che, come vedremo, aprirà un lungo ed interessante rapporto di collaborazione. Il Club giallazzurro infatti era presente lo scorso 29 novembre alla visita dell’ex attaccante della Nazionale, Bobo Vieri, all’Ospedale Bambin Gesù presso il reparto di Neuro-Oncologia Pediatrica. In quella sede, con il presidente Simone De Biase c’era la ‘madrina’ dell’Associazione, Elena Santarelli accompagnata dal marito, l’ex attaccante della Lazio, Bernardo Corradi.

A fare gli onori di casa e introdurre l’argomento è proprio il direttore Gualtieri: “E’ nostro orgoglio parlare di questa partnership importante tra il Frosinone e la Heal che entra di diritto nel Progetto Experience per quanto riguarda l’ambito Solidale nel quale il Frosinone vuole restare sempre in prima linea. Continuare ad esserlo significa scoprire delle realtà nuove. E di volta in volta, con lo spirito che distingue la mission della nostra Società abbiamo sempre un approccio che volge l’attenzione al sostegno di chi ha bisogno di veicolare un messaggio di solidarietà. L’incontro con la Heal – racconta Gualtieri – è stata una sorpresa per noi. Non sapevamo che fosse nata a Frosinone. Qui accanto a me c’è l’amico Simone che è il fondatore della Associazione. Posso dire che ciò che ci ha colpito  maggiormente nel progetto che portano avanti, è la assoluta concretezza. La Heal opera nel campo della neuro-oncologia pediatrica – prosegue Gualtieri -, con oltre 400 casi all’anno. Sembrano un numero mostruosamente grande ma al contrario sono talmente pochi che non sono sufficienti, paradossalmente, per chiedere investimenti sulla ricerca e il sostegno alle famiglie. Ma fatemi dire – chiosa Gualtieri – meno male che nascono realtà come la Heal”.

“Simone l’ha fondata perché ha vissuto con sua moglie, la sua famiglia l’esperienza sulla propria pelle. E il Frosinone non ci ha pensato su due volte – prosegue il dirigente giallazzurro che annuncia le prime attività a sostegno – e si è messo subito a disposizione per dare visibilità all’associazione e a questo problema. Presenterò solo le attività che faremo a breve: partiamo già da sabato prossimo, in occasione della gara in casa col Pescara i due capitani e l’arbitro, previa autorizzazione in Lega che abbiamo ottenuto, entreranno in campo con la maglietta della Heal che ci permetterà di dare un momento importante di visibilità all’Associazione, agli scopi che si prefigge e al progetto. Poi abbiamo deciso che, in occasione della partita del 26 dicembre contro il Crotone, un’altra partita di cartello, il marchio della Heal sarà presente sul retromaglia dei giocatori del Frosinone. A fine gara queste maglie verranno date in beneficenza: nel mese di gennaio prossimo ci sarà un evento ad hoc dove le maglie verranno messe all’asta. Questo sarà solo l’inizio del rapporto con la Heal. Intanto abbiamo anche creato un prodotto (tre maglie, edizione limitata, ndr) con la fusione dei due marchi, l’albero che è il simbolo della Heal e il Leone del Frosinone. Queste tre T-shirt suggellano la nostra partnership e sono in vendita allo Store e sul nostro sito internet nello spazio dedicato all’E-commerce: tutto il ricavato della vendita andrà all’Associazione. Successivamente, nel nostro rapporto, verranno studiate ed elaborate anche altre iniziative che annunceremo a tempo debito”.

Gualtieri passa quindi la parola al segretario a Simone De Biase: “Il ringraziamento personale e dell’intera Associazione va indirizzato al direttore Gualtieri per l’attenzione ed entusiasmo che ha mostrato nei riguardi delle nostre attività. Che non sono legate ad un ambito così facile da poter digerire. Ma di questa bella sinergia c’è un aspetto che mi piace far risaltare: il Frosinone ha come stemma il Leone che è simbolo di coraggio.  Il nostro motto è gentilezza e coraggio, un interesse verso una causa così difficile è sempre un atto di coraggio – spiega Simone con le parole rotte da un po’ di comprensibile commozione – perché significa parlare di temi di cui ognuno di noi non vorrebbe mai sentir parlare. Per cui siamo vicinissimi. Di fronte a certe cause, quello che si fa è sempre un atto di coraggio. Per questo ringrazio la gentilezza e il coraggio del Frosinone nei nostri riguardi”.

Il segretario dell’Associazione racconta brevemente come nasce l’idea della Heal: “Nasce nel 2016, dalla volontà mia e di mia moglie ma anche di altre famiglie e di medici che lottano contro i tumori cerebrali pediatrici. Colpiscono circa 400-450 bambini ogni anno. Sono rare le figure mediche in grado di gestire le patologie e sono rari i Centri in grado di agire su queste malattie. L’equipe medica di riferimento è quella di Neuro-Oncologia dell’Ospedale Bambin Gesù coordinata e diretta dalla dottoressa Angela Mastronuzzi che è parte della nostra equipe scientifica perché all’interno dell’Associazione abbiamo una equipe di medici con i quali noi ci interfacciamo per sapere quali sono le esigenze di reparto. Loro sono l’unica cosa che ha senso in un mondo che non ha senso perché in un mondo ideale i bambini dovrebbero prendere neanche un raffreddore e non dovrebbero esistere malattie così inesorabili. Quando ci siamo trovati catapultati in questo mondo terribile abbiamo capito che loro sono delle persone maestose di riferimento e abbiamo scelto di metterci a loro servizio. E abbiamo deciso di creare questa Associazione. Heal vuol dire curare ma anche prendersi cura. Ed è per questo che abbiamo scelto di dedicarci a loro”.

E’ Gualtieri che dà una ulteriore spinta alla conferenza dentro un racconto commovente: “Faccio appello ad un territorio che storicamente è generoso e solidale, un appello ai tifosi ed agli appassionati affinché possano collaborare per una causa nobile e di elevatissimo valore morale e molto concreta. Quello che raccoglieremo, sappiamo a chi va e a cosa serve. Sappiamo a quale reparto e di quale Centro è indirizzato”.

E qui si riallaccia lo stesso Simone De Biase: “Al momento al Bambino Gesù c’è l’equipe più strutturata di neuro-oncologia. Che rappresenta un ambito multi-disciplinare perché l’area interessata dalla patologia è quella che controlla tutte le funzioni e quindi vi deve operare una equipe che si occupa di più problematiche. Non c’è solo l’oncologo ma anche il pediatra, il neurologo, il neurochirurgo, il fisioterapista, il logopedista, lo psicomotocista. Noi su questi tumori, grazie ai fondi, facciamo una grossa attività di ricerca: paghiamo anche 13 borse di ricerca, abbiamo riportato a casa anche dei ricercatori dall’estero. Voglio anche aggiungere che la collaborazione col Frosinone Calcio ha creato un effetto domino tra i nostri associati. Ci siamo subito tinti di giallo e di azzurro. Una collaborazione di cui andiamo orgogliosi. Ne abbiamo avute tante collaborazioni nel mondo del calcio ma questa ci ha entusiasmato. E per il Bambin Gesù noi siamo il veicolo di questo messaggio di generosità”.

Si scopre anche di più: che l’Associazione paga anche le terapie, agisce in profondità a tutti i livelli: “Siamo partiti con un progetto, i  profili di metilazione, una indagine di carattere genetico che ci ha permesso di dare dei nomi alle patologie. Attraverso la ricerca è possibile capire se questi tumori hanno dei punti deboli. Siccome questa indagine non è finanziata dal servizio sanitario nazionale (sic!) e visto che ha un costo di circa 500 euro per la famiglia che lo richiede per il proprio figlio, in quella circostanza ci venne in aiuto il sostegno di Bobo Vieri che con la ‘Bobo Summer Cup’ è stato di grandissimo aiuto a questo tipo di ricerca, raccolse i fondi per pagare gli esami diagnostici. In modo anche da avere materiale di ricerca sui quali lavorare”. Il racconto è commovente, lo scopo più che nobile. Il Frosinone da oggi è al fianco della Associazione Heal. A Natale per i bambini, si deve.


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