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Il Frosinone torna in Serie A, dopo che il mondo è cambiato per sempreTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
sabato 19 agosto 2023, 15:30News
di Andrea Pontone
per Tuttofrosinone.com

Il Frosinone torna in Serie A, dopo che il mondo è cambiato per sempre

L'attesa è finita: oggi, nel tardo pomeriggio, il Frosinone farà ritorno nel luccicante palcoscenico della Serie A. Nel 2015 i canarini si affacciarono per la prima volta nel massimo campionato italiano, tra sogni e speranze, per un evento che rappresentò un orgoglio per l'intera Ciociaria. Tra alti e bassi, il club giallazzurro riuscì dopo la retrocessione a tornare a veder le stelle, pur non rivelandosi mai in grado di conservare la categoria. L'ultima partita del Frosinone in Serie A risale alla primavera 2019. Nel lasso di tempo che da allora è trascorso, il mondo è cambiato per sempre. Ci sono stati traumi troppo dirompenti: le persone più lungimiranti vedono in essi delle opportunità, ma pur sempre di traumi si tratta. Non a caso, la parola "disorientamento" è il termine che più di tutti rappresenta in maniera nitida la realtà di oggi.

Una volta terminata la pandemia Covid - la quale, da un punto di vista sociologico, si è conclusa solo nel maggio 2023 quando il Napoli ha vinto lo Scudetto e non ci sono state polemiche per i festeggiamenti liberi (a differenza di altri eventi per i quali, fino a poche settimane prima, il dibattito si era acceso) - è iniziata una pandemia psicologica, riconosciuta su scala internazionale dai più importanti dottori e ricercatori. Fenomeni durati tre anni, infatti, hanno fatto perdere il senso della realtà a molte persone. La fuga nella dimensione virtuale ha diminuito la capacità di concentrazione della gente. Per di più, percepire l'altra persona come "un nemico che può infettarmi" ha indotto quasi tutti a sposare logiche di individualismo, utilitarismo e subconscia arroganza, diminuendo le abilità di ascolto, dialogo e condivisione. In un clima di rilevante carenza di risonanza, la realtà fisica è diventata un nemico dell'individuo, il quale - davanti a un mondo che stava letteralmente crollando - ha inevitabilmente manifestato problemi di derealizzazione. Altri aspetti non sono da sottovalutare: l'isolamento dovuto allo smart working, ad esempio, oppure da un punto di vista giuridico la giustificazione della quotidianità nei confronti dell'autorità (il fenomeno delle "autocertificazioni").

Mai come in questo momento storico è necessario riscoprire la socialità e l'appartenenza a una comunità: il Frosinone in quest'ottica rappresenta una realtà nella quale possono trovare un rifugio e un'appartenenza tutti i ciociari, compresi quelli emigrati che non abitano più in provincia. Lo stadio di per sé è un luogo di aggregazione, e rispetto agli ultimi anni sta crescendo il fenomeno degli incontri fra telespettatori (vieni a casa mia e vediamo la partita insieme, o viceversa), dinamica nella quale l'evento calcistico diventa un pretesto per incontrarsi.

Sarebbe banale soffermarsi su altri aspetti, legati alla storia che si racconta giorno dopo giorno: in Italia si sono succeduti diversi governi, l'Arabia Saudita sta mettendo le mani sul mondo del calcio... questi sono discorsi ovvi, perché è normale che nel giro di 4 anni il mondo segua la sua traiettoria verso il futuro. Non è normale, invece, il fatto che si palesino da un momento all'altro dei traumi collettivi così evidenti da inclinare per sempre alcune visioni della realtà, della quotidianità e anche dello sport. Senz'altro è fondamentale sottolineare che rispetto all'ultima apparizione del Frosinone in Serie A, è cambiato in maniera rilevante lo stesso regolamento del gioco del calcio: cinque sostituzioni ammesse (non più tre) con un'ulteriore concessione per episodi di trauma cranico, rimessa dal fondo che può essere effettuata verso un compagno che staziona in area di rigore... Novità importanti, ma mai quanto i significativi cambiamenti storici.

Gli esseri umani negli ultimi anni hanno lottato contro un nemico invisibile. Una volta terminata la lunghissima emergenza, l'umanità si incammina provando a superare difficoltà invisibili, ma esistenti.