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Dalla polvere dei dilettanti toscani alle luci della serie A: la favola verticale di Massimiliano AlviniTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 07:37Altre Notizie
di Redazione TMW

Dalla polvere dei dilettanti toscani alle luci della serie A: la favola verticale di Massimiliano Alvini

Ci sono storie che il calcio moderno, drogato di algoritmi e scouting frenetico sui database mondiali, rischia di dimenticare. Storie di campi di periferia dove il fango si attacca agli scarpini e l'odore della terra bagnata si mischia a quello dei sogni. La storia di Massimiliano Alvini, l'uomo che oggi sta incantando la Serie A alla guida di un Frosinone coraggioso e arrembante, appartiene a questa dinastia romantica. È la storia di una scalata verticale, una gavetta pura e senza compromessi, che parte da Fucecchio (dove nasce il 20 aprile 1970) e arriva nell'Olimpo del calcio italiano.

L'incontro con Spalletti

Tutto comincia all'inizio degli anni Novanta, Alvini è un centrocampista di sostanza nel Firenze Ovest, ma le ginocchia non reggono i suoi sogni di calciatore. Il destino, però, ha una fantasia straordinaria. Durante le infinite e dolorose sessioni di fisioterapia per curare l'ennesimo infortunio, Massimiliano si ritrova a condividere lo stesso lettino e le stesse speranze con un giovane calciatore dell'Empoli: Luciano Spalletti, oggi tecnico della Juventus. Tra un esercizio di riabilitazione e una chiacchierata sul calcio nasce un’amicizia profonda, un filo rosso che lega due toscani veraci nati per la panchina. Spalletti vede già oltre, Alvini pure.

Se il corpo tradisce, la mente guiderà. Il profumo del Sarrismo e la laurea a Coverciano

La leggenda di Alvini si costruisce un mattone alla volta, scalando ogni singola categoria dei dilettanti toscani. Dal miracolo Tuttocuoio, portato incredibilmente dalla Promozione alla Serie C, fino alle piazze storiche di Reggiana, Perugia, Cremonese, Spezia e Cosenza. Ma l'identità tattica del tecnico di Fucecchio ha un battesimo ben preciso che risale al 2018, tra le mura del Centro Tecnico di Coverciano. Per l'esame del Master UEFA Pro, Alvini presenta una tesi di 80 pagine che è un manifesto d'amore calcistico: “Dal modello di gioco alla preparazione della partita: affrontare il Napoli di Maurizio Sarri”. È lo studio maniacale del "Sarrismo", dei due tocchi, delle linee strettissime e della riconquista alta del pallone. Come Sarri, che lasciò la banca per il campo, Alvini ha abbandonato l'azienda di suole di famiglia per inseguire un'ossessione geometrica.

Il capolavoro Frosinone: la Serie A a viso aperto

Nel luglio del 2025 il Frosinone gli affida le chiavi della ricostruzione. Alvini non delude: plasma un gruppo granitico e, nel maggio del 2026, centra una promozione diretta straordinaria, chiudendo il campionato di Serie B al secondo posto. Il capolavoro vero, però, è quello che sta andando in scena nell'avvio di questo campionato 2026/27, il Frosinone di Alvini non si barrica, non specula. Gioca a viso aperto, aggredisce alto, propone un calcio rock che fa innamorare i tifosi dello Stirpe. Il trionfo storico per 3-0 a Firenze, nel giardino di casa sua, è stato il manifesto della sua filosofia. Poi la pazza ed entusiasmante vittoria per 3-2 contro il Venezia, dove il tridente leggero con Fini e Kvernadze ha innescato un Antonio Raimondo in stato di grazia, autore di una doppietta micidiale. Persino allo Stadium contro la Juventus del vecchio amico Spalletti, il suo Frosinone è uscito sconfitto ma tra gli applausi, fiero della propria identità.Massimiliano Alvini da Fucecchio ha dimostrato che la gavetta non è un limite, ma una corazza. Il suo Frosinone corre, diverte e stupisce, e il bello, c'è da scommetterci, deve ancora venire.

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