Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / hellasverona / Serie A
Verona, ecco Baroni: "Niente proclami, solo fatti. Sono qui per la città e la sua gente"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 12:55Serie A
di Daniele Najjar
fonte Dal corrispondente a Verona

Verona, ecco Baroni: "Niente proclami, solo fatti. Sono qui per la città e la sua gente"

In casa dell'Hellas Verrona è il giorno della presentazione di Marco Baroni, tecnico che ritorna dopo la retrocessione dei gialloblu in Serie B. A presentarlo c'è il ds Sean Sogliano, che ha dichiarato: "Sono contento che ci rivediamo anche se non vi nascondo che il mio stato d'animo non è quello di felicità, penso come per voi. In questo momento serve trovare forza ed entusiasmo per iniziare una stagione difficile. Ringrazio Marco che ha accettato la mia chiamata in un momento in cui abbiamo bisogno di persone che mettono la professionalità prima di tutto. Il fatto che sia tornato dopo due stagioni fatte da altre parti per me è una grande soddisfazione. Poi ogni anno è diverso dall'altro e quest'anno sarà difficile, ogni stagione succedono cose diverse. Sarà un'altra stagione difficile, ma il fatto che Marco abbia accettato è un punto da cui ripartire". Prende parola Baroni: "È un piacere salutare voi e la gente di Verona, sono orgoglioso, carico di essere qui. Sono venuto a Verona per la città, per la sua gente, per il direttore che è qui a fianco a me. Verona non ha categorie, la categoria sta nel valore della sua gente, questo è ciò che conta per me. Sono veramente convinto, daremo tutto con il mio staff per fare bene, questa è la mia unica certezza. Avrò uno staff importante, di grande qualità. Ve li presento. Daniele Buzzegoli sarà il mio vice, Di Martino come collaboratore, i preparatori atletici Petruolo e Di Dio, i preparatori dei portieri Cataldi e Castiglioni, i match analyst Nabiuzzi e Valanzano e, infine, Panzarasa, che seguirà il recupero degli infortunati”. Dove eravamo rimasti e da dove si riparte? "Si ricomincia dalla grande voglia, sono convinto dovremo fare un lavoro di grande qualità e ferocia tirando la linea. Purtroppo ci sono anche brutti esempi di squadre che poi sono finite in Serie C. Non ci interessa, vogliamo fare un grande lavoro, con un progetto chiaro, con cambiamenti anche di sistema di gioco. Una delle certezze sarà la difesa a 4". Della squadra che si salvò con lei l'ultima volta: è quello lo spirito che vuole riportare in questo Verona? "Questo è chiaro. Si riparte in un campionato difficile, complicato, una delle componenti sarà l'aspetto dei valori. Io credo molto in questo, guardo ciò che ho davanti, non ciò che è stato. Non abbiamo tempo. Velocemente servirà lavorare su questi cambiamenti che faremo". Sulla difesa a 4? "Non sono abituato a vedere l'aspetto difensivo solo per la difesa, tutta la squadra deve lavorare. Questa squadra arriva da molti campionati con la difesa a 3. Non abbiamo tempo, il tempo è un alibi, dobbiamo avere voglia e questo è l'aspetto fondamentale". Montipò farà ancora parte del progetto? "Sicuramente no, abbiamo fatto una scelta, di questo parlerà il direttore, io mi sono allineatto alla scelta del direttore". Ha capito il progetto della nuova società? "Ho avuto un colloquio molto veloce con il presidente Zanzi. Devo dire che io devo guardare il campo. Il direttore ha detto che è contento, non è stata per me una scelta difficile, è stata dettata dalla voglia di tornare qui. In questa scelta ho la voglia e l'intenzione di legarmi a questi colori". Cosa c'è di diverso in questo ritorno, con una impresa da fare? "Io lavoro ogni giorno per uscire di casa e tornare migliore la sera. Davanti ho una sfida bella. Vogliamo lavorare, io sono convinto assieme al direttore, che per me è stato importante dimostrandomi quella voglia e ferocia che ho anche io". L'obiettivo è di tornare in Serie A subito come ha detto la proprietà? "Non mi piacciono i proclami, mi piace il lavoro e mi piacciono i fatti. Siamo qui per essere protagonisti e fare qualcosa di importante". Ci racconta cosa ha provato alla chiamata di Sogliano? "È stato bello umanamente, sono importanti nel calcio i vlaori, ho visto il direttore ferito, ma con una grande energia. Qualcosa di importante nel calcio si raggiunge se tutte le componenti spingono dalla stessa parte". Ci sono uomini che vanno nel posto giusto al momento giusto. Verona è la miglior piazza dove ha lavorato? “Sono tornato qui e la mia scelta è ben chiara. Alla Lazio ho vissuto un'esperienza straordinaria con un gruppo di ragazzi eccezionali. Abbiamo fatto un percorso importante anche in Europa e la squadra, sia per prestazioni sia per punti conquistati, ha fatto meglio rispetto agli anni precedenti. A Torino, invece, non mi piace cercare alibi. Ci sono stati diversi fattori che non mi hanno aiutato, ma mi assumo tutte le responsabilità del percorso fatto. Oggi, però, non sono qui per dimostrare qualcosa a qualcuno. Sono qui con voglia, ferocia e dedizione per iniziare un nuovo percorso insieme al Verona”. Ci sono altri giocatori che non partiranno con voi? E chi dobbiamo aspettarci fra i giovani? "Abbiamo bisogno di gente con la luce negli occhi per fare un campionato importanti. Di Montipò abbiamo già parlato, molti altri li dovrò conoscere, la prima parte di ritiro sarà fondamentale per conoscerli meglio, ma non solo dal punto di vista tecnico tattico, anche per i loro valori, andando dentro l'uomo". Che Verona ritrova dopo due anni? "Dal punto di vista umano si cresce sempre, la crescita di un uomo è un percorso. Se pensi di aver raggiunto qualcosa è il momento in cui l'hai persa. Per me le ulttime due esperienze sono state sicuramente formative e sono sicuramente migliore da questo punto di vista". Cosa deve fare l'Hellas per evitare i rischi della Serie B? "Se qualcuno pensa che gli sia stato portato via qualcosa e che si vada a giocare la Serie B così è sbagliato e non lo permetterò. Il primo aspetto sarà quello di lavorare sull'aspetto valoriare. Dobbiamo andare in tutti i campi con forza e valori che il club ha, noi li dobbiamo incarnare al 100%. Non abbiamo bisogno di 'visucci' in ritiro, ma di gente con gli occhi spalancati così e con la luce dentro agli occhi. Il 'visuccio', pur bravo che sia, non ci serve". Dall'esterno, senza aver ancora lavorato con la squadra, ha la sensazione che esista una base sulla quale costruire una rosa capace di lottare subito per la promozione, al di là di quello che farà il mercato? “Dobbiamo costruire qualcosa di importante e tutto parte da noi. La prima cosa sarà riportare energia, entusiasmo e il piacere di fare questo lavoro. È evidente che una squadra reduce da tanti risultati negativi si porta dentro inevitabilmente un po' di tristezza. Questa va eliminata in fretta, attraverso il lavoro e l'entusiasmo. Io credo profondamente in questi valori. Senza entusiasmo, senza passione e senza voglia non si costruisce nulla. Dobbiamo guardare con lucidità da dove partiamo, ma soprattutto concentrarci su dove vogliamo arrivare. Questo è l'aspetto davvero determinante”. Ha avuto già modo di confrontarsi con alcuni giocatori, ad esempio con i senatori o con chi ha reso di meno nell’ultima stagione per convincerli che si possa fare meglio? “Per me nel calcio il giovane vale il giocatore esperto. Quello che mi interessa è capire che cosa ogni giocatore può dare oggi. Al momento conosco personalmente solo alcuni di loro, ma ciò che conta è vedere quello che ciascuno ha dentro e ciò che può mettere a disposizione della squadra. È questo che ti permette di affrontare e superare anche le situazioni più difficili. Si tratta di un aspetto valoriale di cui ho parlato fin dall'inizio e che considero indispensabile. È ciò che pretendo dai miei giocatori e dalla mia squadra”.