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Verona, il ds Sogliano: "Lecce? Non volevo lasciare in un momento di difficoltà"
Nel giorno della presentazione di Marco Baroni come nuovo tecnico del Verona ha parlato in conferenza stampa anche il direttore sportivo del club, Sean Sogliano. Ecco le sue parole: "Sono contento che ci rivediamo anche se non vi nascondo che il mio stato d'animo non è quello di felicità, penso come per voi. In questo momento serve trovare forza ed entusiasmo per iniziare una stagione difficile. Ringrazio Marco che ha accettato la mia chiamata in un momento in cui abbiamo bisogno di persone che mettono la professionalità prima di tutto. Il fatto che sia tornato dopo due stagioni fatte da altre parti per me è una grande soddisfazione. Poi ogni anno è diverso dall'altro e quest'anno sarà difficile, ogni stagione succedono cose diverse. Sarà un'altra stagione difficile, ma il fatto che Marco abbia accettato è un punto da cui ripartire".
Su Montipò?
"È stato ufficializzato Leali, con Lorenzo e il suo entourage abbiamo parlato da tempo, dobbiamo fare scelte e sacrifici, non possiamo fare le scelte al 50%. Montipò è un portiere di Serie A che ha dato tanto al Verona, per la Serie B dobbiamo fare rinunce, in accordo con il suo entourage abbiamo trattative per lui e di comune accordo abbiamo preso questa linea. Non è una esclusione da parte nostra vorrei che fosse chiaro, non avrebbe senso perché è stato il nostro portiere in Serie A".
Quale sarà la vostra linea strategica: ci sono 4-5 punti fermi?
"Purtroppo queste dinamiche non le comanda non il Verona, ma qualsiasi club. Il Verona non può resistere a certe offerte. A volte dobbiamo portare a casa plusvalenze che aiutano la società, alcune volte la risposta è stata "no", ma a volte parli con un giocatore dicendogli che è un punto fermo, poi arriva una offerta che sposta. Poi ci sono società come il Sassuolo che dopo la retrocessione ha avuto la forza di non vendere nessuno".
La scelta di restare?
Ci conosciamo da tanti anni, è il mio ottavo campionato qua. Come ogni anno, come sempre, a fine stagione sono sempre stanco a livello mentale e nervoso, mi prendo sempre un po' di tempo per capire se sono pronto a livello nervoso a fare una nuova stagione. Questa fra l'altro è la prima con me che finisce in modo negativo. Ci sono sempre club che ti chiamano, a volte finisci sui giornali senza neanche saperlo. Ringrazio il presidente del Lecce che mi ha fatto un'ottima impressione e corteggiamento per andare da loro. Ho avuto un momneto per pensare, ho scelto di restare in un Verona che è in un momento di difficoltà. Potevo andare via prima, a salvezze raggiunte, non sono voluto andare via in un momento molto problematico del Verona. Daremo il 100% in ogni campo e vedremo come andrà. Ho dimostrato che non è il contratto a farmi decidere di restare o meno in un club. Ho dimostrato di voler dare una risposta a me stesso ed alla città in un momento di difficoltà".
Che campionato ci aspetta?
"Un campionato molto difficile, in Serie B è diverso dalla A, se togli qualche squadra ci sono tante squadre che non sanno se lotteranno per i playoff o i playout".
Puscasiu ha parlato di un errore nella costruzione dell'ultima rosa sul fatto di aver puntato sopratutto sul comprare giocatori titolari e meno sulle riserve. Quest'anno l'obiettivo è di costruire una squadra più livellata?
"Io non sono d'accordo, secondo me il Verona di quest'anno aveva più riserve degli altri anni. È stata una stagione complicata, ma non per il livello delle riserve. Non so se le sue parole avessero un significato diverso. Gli anni prima ci siamo salvati con giocatori che erano titolari e che quest'anno erano riserve. Ci sono mancati giocatori importanti. Avere assenze come quella di Suslov e di altri tutte insieme beh, ne ha fatto risentire alla squadra".
L'anno scorso uno dei problemi è stato quello del gruppo, l'emblema è stato il caso Orban. Dei ragazzi arrivati a gennaio su quali puoi fare affidamento? Avete venduto Egharevba alla Fiorentina, il giusto mix è quello fra chi è arrivato a gennaio e chi ha fame?
"Il gruppo è fondamentale. Il problema del nostro gruppo non è legato a stranieri o italiani, ma che ogni anno cambiamo molti giocatori. Creare un gruppo nuovo ogni anno con ragazzi che arrivano da altre parti del mondo e creare un gruppo coeso non è facile. A volte non conosci da fuori come sono i ragazzi. Quest'anno non c'erano teste calde, al di là di Orban che è un ragazzo particolare. Il problema era di mettere insieme il gruppo e non c'è stato tempo. Nella seconda parte con Sammarco se aveste potuto vedere gli allenamenti avreste visto molta serenità, anche troppa forse. Ragazzi che non hanno avuto il tempo di capire cosa volesse dire per noi un risultato negativo o una sconfitta. Sostituire sempre i giocatori con dei nuovi non è facile. Su Egharevba: ad un certo punto dobbiamo essere coerenti. Io so che vendere un 2010 dal punto di vista professionale non è un percorso che mi piace. Ma avevamo una scadenza al 30 giugno per il bilancio. Se possiamo raggiungerlo con alcuni bene, se no dobbiamo farlo con altri. Abbiamo avuto una offerta importante dalla Fiorentina. Il sogno per la società è di portare i giovani in prima squadra. Poi non bisogna fare moralismo. Questo inverno abbiamo bloccato un ragazzo che se non avessimo bloccato sarebbe stato già in Germania. Il calcio oggi è diventato particolare, ci sono poche persone che ragionano con i sentimenti".
Cerbone?
"La volontà è quella di prendere giocatori con fame e senza paura. Il fatto che siamo andati in Serie B ha cambiato il mercato. Magari riuscissi a prendere giocatori italiani che il Verona è in grado di prendere, non è che li voglio prendere solo dall'estero. Le cifre non sono quelle che circolano. Farà capire al mister quanto è pronto e quanta voglia ha di giocare".
Su Bowie ed Edmundsson?
"Quando prendi tanti giocatori stranieri a volte non è facile capire il carattere, da fuori. Bowie ed Edmundsson hanno avuto un atteggiamento top. Normale che piacciano a tante squadre. Spero però che siano ragazzi che non si sono ancora fatti condizionare dal mercato. Sapranno anche loro di avere delle proposte. Se potessi non metterli sul mercato lo farei e lo sto facendo, poi dipende dalle offerte".
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