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Il giorno che può cambiare il calcio. La Corte di Giustizia dell'UE si pronuncerà sulla Superlega

Il giorno che può cambiare il calcio. La Corte di Giustizia dell'UE si pronuncerà sulla Superlega TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
giovedì 21 dicembre 2023, 00:49I fatti del giorno

Quello che sta per arrivare potrebbe essere un giorno storico per il calcio mondiale. Tutti i riflettori saranno puntati sulla Corte di Giustizia dell'Unione Europea che, intorno alle 9.30, si pronuncerà sulla questione sollevata dal tribunale di Madrid che vede contrapposte la UEFA e la società costituita ad aprile 2021 per dare il via a un nuovo super campionato di élite a livello europeo. Il 15 dicembre era stato il giorno della sentenza-Bosman, che rivoluzionò la gestione dei contratti dei calciatori con i club. Il 21 potrebbe diventare altrettanto importante.

Oggi a portare avanti la battaglia per la Superlega è la società A22 Sports, guidata dal CEO Bernd Reichart. Tutto nasce dall'originale progetto che aveva tra i suoi principali propulsori l'allora presidente juventino Andrea Agnelli, ma quel tipo di format è morto e sepolto e, in caso fossero accolte le rimostranze di A22, si ripresenterebbe in una modalità del tutto differente da quella "bocciata" in passato, troppo esclusiva ed elitaria.

Dalla preoccupazione su sanzioni e ripercussioni, il tutto è scivolato su un altro piano: un modello in cui l'ente organizzatore ha il potere di regolamentare, sanzionare e anche gestire gli aspetti commerciali di fatto nella sua interezza, può inserirsi nelle norme europee sulla concorrenza? Una matassa complicata da sbrogliare e per questo tutto è stato rimandato al giudizio della Corte di Giustizia.

Cosa succederà domani?
È possibile che venga mantenuto lo status quo, mentre sembra obiettivamente complicato che il banco possa saltare del tutto. Non è da escludere, per esempio, che all'UEFA venga tolta la possibilità di sanzionare chi organizza tornei alternativi, aspetto che già di per sé darebbe forza alla Superlega. Reichart, ha già fatto sapere che in quel caso sarebbe pronto a proporre il nuovo format che comprende 60 squadre e garantisce inclusività ed equità, strizzando l'occhio anche a realtà più piccole, non solo ai top club. L'altra ipotesi è che alla UEFA sia tolta la gestione del business (circa 5,5 miliardi di euro) per sposare una divisione stile F1.

Le parole di Gravina
Il presidente federale Gabriele Gravina ha rilasciato nelle scorse ore alcune dichiarazioni sul tema: "Aspettiamo domani per la sentenza. La nostra è stata l’unica Federazione che ha assunto una posizione molto chiara. Siamo totalmente contrari, esiste una norma federale per la quale chi aderisce a quel mondo esce dal sistema federale del calcio".
Non possiamo impedirne l’adesione, ma la scelta, qualora avverrà, deve essere molto chiara. Non è pensabile disputare due o tre campionati all’interno di una serie di organizzazioni. Noi già stiamo lottando al nostro interno sulle date a disposizione sul campionato, potete immaginare cosa succederebbe se aggiungessimo un altra competizione. Io devo salvaguardare il brand del calcio italiano e si deve sapere a cosa si va incontro".

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