Inter, Marotta a DAZN: "Mai detto no a Mourinho, nel 2019 era accasato"
Alessandra Stefanelli
Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, parla così ai microfoni di DAZN a pochi minuti dal fischio d'inizio del match contro la Roma. "La comunicazione è un'arma a disposizione della società per mandare dei messaggi, all'esterno devono essere messaggi di convenienza ma all'interno devono essere messaggi di verità - ha esordito -. La pressione non so se catalogarla come positiva o negativa, se non c'è tensione c'è rilassamento e non si raggiungono gli obiettivi. Ci sono 18 punti a disposizione e non è poco, dobbiamo ottenere sei vittorie, abbiamo avversari agguerriti e dobbiamo lottare con avversari vicinissimi. Non è solo un esame quello di oggi ma confermare di essere tornati ad avere l'abitudine alla vittoria. Poi c'è la Coppa Italia che ci teniamo e dobbiamo essere bravi a gestire questa situazione".
Con il mercato di quest'anno questa rosa è rimasta competitiva nonostante le cessioni.
"È una rosa forte che è cresciuta nel tempo, quasi tutti vengono da un percorso sempre in crescita con la maglia dell'Inter. Abbiamo acquisito una mentalità vincente e il fatto di lottare per dei traguardi importanti non deve essere sintomo di paura ma di orgoglio".
È vero che nel 2019 si oppose al ritorno di Mourinho scegliendo Conte?
"Non è così, quando abbiamo scelto Conte lo abbiamo scelto e basta. Mourinho era accasato, siamo andati dritti su Conte perché ritenevamo che fosse l'allenatore giusto. Non sminuisco il valore di Mourinho, è giusto che i tifosi lo ricordino con piacere ma parliamo di due ottimi professionisti".


