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L'INTERISTA - Stefano Boeri: "Interspac è una rivoluzione per l'intero calcio italiano"

autore
Giovanni Zanchi
per Linterista.it
sabato 26 giugno 2021, 11:30Esclusive
autore Giovanni Zanchi
26.06.2021 11:30Esclusive
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

“E’ un’idea bellissima perché è un’idea interista, ed è interista perché è un sogno. E i sogni noi li realizziamo”. Con queste parole l’architetto milanese Stefano Boeri si è unito al coro di endorsement che ha seguito l’annuncio dei 40 soci di Interspac, il progetto di sostegno economico alla proprietà dell’Inter lanciato da Carlo Cottarelli.
Interista puro, cresciuto con due fratelli rossoneri fino al midollo, Boeri di idee visionarie se ne intende. Porta la sua firma il Bosco Verticale, l’edificio che ha dato nuovo lustro all’immagine di Milano nel mondo. Quindi chi meglio di lui può spiegare all’universo interista e, in generale, agli appassionati di calcio l’iniziativa di azionariato diffuso dei tifosi nerazzurri.

Architetto, quando ha aderito a Interspac e chi l’ha contattata?
"Interspac è un’ipotesi che gira da molto tempo. Il primo a parlarne fu Roberto Zaccaria (ex presidente Rai n.d.r.) circa tre anni fa, poi l’ingresso di Carlo Cottarelli ha dato una forte accelerata a tutto. Una persona altamente competente, dal forte pragmatismo. Sentiti tutti e due non ho avuto dubbi e li ho appoggiati".

Perché ha deciso di farne parte?
"Mi preme sottolineare due aspetti. Uno ideale, se vogliamo anche un po’ ingenuo, ma bellissimo: il sistema in generale si è rivelato cinico e, spesso, anche incapace di cogliere la potenza del fenomeno calcistico, proviamo a pensare all’azionariato diffuso come a una grande forma di partecipazione popolare alla gestione delle squadre. Il secondo aspetto riguarda la possibilità che, in un momento come questo, possa diventare un modello che interessi realmente le società stesse. L’Inter, tra l’altro, sono convinto che rappresenti il perfetto terreno di gioco per sperimentare una proposta di questo tipo. Il tifoso interista è un tifoso totale e appassionato, credo che sia una tifoseria pronta per questa sfida".



Qual è l’obiettivo di questa iniziativa?
"L’obiettivo è quello di introdurre, dentro un sistema spesso completamente avulso dall’immaginario del calcio dei tifosi, una dimensione più legata alla sfera simbolica che il calcio ha, che a volte sa essere anche più razionale. Questo sport è una delle poche cose che ci accompagnano dall’inizio della nostra vita, è impensabile che possa venire distrutto nel giro di poco tempo da logiche finanziarie. Avere una forma di presenza e di controllo che lo tuteli, ripeto, mi sembra una bellissima idea".

Cosa l’ha convinta di più in questa fase iniziale?
"Voglio ribadire che quest’iniziativa è molto interista. Quello che più mi è piaciuto del discorso di Carlo (Cottarelli n.d.r.) è che il sondaggio riguardi anche le altre squadre. L’Inter apre una riflessione sull’azionariato popolare nel mondo del calcio italiano e si fa portatrice di un elemento rivoluzionario per l’intero sistema. Su Interspac aggiungo che se si leggono i nomi di chi ha aderito, messi a confronto con chi sta nei ruoli apicali di quest’industria, insomma c’è di che rassicurarsi".

Un appello al tifoso interista “qualunque” a partecipare attivamente a Interspac?
"Perché il calcio è il regno del superfluo e nella vita, a un certo punto, ci si rende conto che il superfluo è fondamentale. Quindi godiamocela per intero, la vita".

per Linterista.it

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