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Zhang dice addio: ha iniziato a vincere quando ha smesso di spendere. L'Inter era già di OaktreeTUTTO mercato WEB
mercoledì 22 maggio 2024, 19:52Editoriale
di Ivan Cardia
per Linterista.it

Zhang dice addio: ha iniziato a vincere quando ha smesso di spendere. L'Inter era già di Oaktree

Rintoccano le campane, l'era Suning si può considerare finita. Resterà la seconda più vincente nella storia dell'Inter, dopo la saga familiare dei Moratti. E lascia una lezione di cui si sta parlando molto meno di quel che meriterebbe: Steven Zhang, che ha gli stessi trofei di Angelo e segue Massimo, ha iniziato a vincere quando ha smesso di spendere. Sette trofei dal 2016 al 2024, quasi uno per anno, ma con uno spartiacque. Sette i trofei, due gli scudetti, tre gli allenatori centrali: Spalletti che ha riportato l'Inter in Champions, Conte che le ha ridato lo scudetto, Inzaghi un altro tricolore e una dimensione internazionale.

Suning che lascia l'Inter non è la stessa che l'ha acquistata da Thohir. Approdata nel calcio italiano sull'onda delle mire espansionistiche della Cina, la famiglia Zhang ha iniziato il suo ciclo in linea col mandato di Pechino: spendi e affermati. Superato il Covid e vinto lo scudetto del 2021, l'ultimo anno di grandi investimenti, ecco che si chiudono i rubinetti. E l'Inter inizia a vincere, con la finale di Champions che non è un altro trofeo ma gli assomiglia.

È una lezione della quale in viale della Liberazione non hanno bisogno, ma i tifosi sì. Di cosa sarà il corso Oaktree sappiamo ancora pochissimo, ma è lecito immaginare che avrà la stessa attenzione a evitare spese che vadano oltre l'ordinario. Proprio l'era che si chiude insegna che programmare batte spandere, che per vincere vanno fatte le cose per bene, e non per forza in grande.

L'altro dato, per chi si interroga su cosa succederà, è presto detto. Se la vita del tifoso medio dell'Inter migliorerà, non lo sappiamo. Di sicuro, pensando alla solidità societaria, non può peggiorare. Zhang va salutato con un grazie, tutto sommato, ma dal finanziamento in poi ha gestito l'Inter con i soldi di Oaktree, che in queste ore formalizza solo quello che evidentemente era il suo intento originale. Per di più, seppure in misura decisamente trascurabile, il fondo USA è anche tra i sottoscrittori del bond. Di fatto, l'Inter si poteva già considerare di Oaktree, anche se tecnicamente non lo era. Adesso lo diventerà solo a tutti gli effetti.