È il mercato dei rimedi e dei tagli, delle revisioni e di qualche forzatura. È la spaccatura netta col passato
Patrick Iannarelli
Il titolo era in cantiere già da qualche ora, ma l'affare Carboni fa riflettere. Molti parleranno di operazione capolavoro, un prestito con diritto da riscatto a 35 milioni e l'eventuale recompra da parte dell'Inter, per mantenere il controllo del giocatore nel caso in cui dovesse definitivamente esplodere. Prima di parlare meglio aspettare l'ufficialità, ma un'operazione simile è lo specchio di un mercato dei rimedi e dei tagli, delle revisioni e di qualche forzatura. È il tirare al campare: non solo dell'Inter, pure delle altre squadre.
È avvilente leggere determinare notizie quando è palese, anche a chi non vuole ammetterlo, che determinate operazioni non possono essere fatte. Dall'Inter, campione d'Italia, ma anche da Juventus, Roma, Milan e tante altre squadre che faticano. Faticano a imporsi, a uscire da un meccanismo che si basa di fatto sui diritti TV e che non riesce in nessun modo ad uscirne fuori. Per la cronaca: le big ci hanno pure provato, ma da dietro c'è chi spinge a lasciare tutto così com'è.
È la spaccatura netta col passato. Si deve trovare una soluzione rapida, ma nessuno riesce a capire come muoversi. Molti brancolano nel buio totale dove le altre squadre viaggiano a velocità doppia rispetto al nostro calcio. E dove non ci sono i soldi ci sono le idee, che spesso hanno un potere maggiore rispetto al vil denaro.
Tante, troppe parole sono state dette e scritte al termine di un momento storico disastroso, in cui i fallimenti della nazionale ormai non fanno nemmeno più notizia e rispecchiano un mercato al ribasso, in cui ci si arrangia come si può. È la netta spaccatura col passato e al momento ognuno guarda in casa propria. Peccato, il calcio ha un'altra buona occasione per farsi domande. Ma difficilmente, come già accaduto, riuscirà a darsi delle risposte.


