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Firenze per dare uno scossone. Non alla classifica, ma al morale delle avversarieTUTTOmercatoWEB
domenica 1 dicembre 2024, 15:49Editoriale
di Gabriele Borzillo
per Linterista.it

Firenze per dare uno scossone. Non alla classifica, ma al morale delle avversarie

Scorrendo le ultime annate mi sono accorto di un particolare non irrilevante: Fiorentina-Inter è diventata, ormai, una di quelle partite che non puoi classificare. E poco importa quale delle due squadre arrivi più o meno carica all’appuntamento: succede sempre qualcosa, si segna parecchio, si resta col cuore in gola per novanta minuti, più recupero. Insomma, Fiorentina-Inter non dico sia una classica, anche se il blasone delle due Società potrebbe serenamente raccontarlo ma, di certo, non è una partita come le altre. Dietro l’angolo puoi trovarci di tutto, perfino un tocco di capezzolo che diventa fallo di mano. Oh, si fa per scherzare, prima che i soliti bacchettoni gnegnegne ci tengano a puntualizzare il nulla. E, giusto per la cronaca – dopodiché chiuso l’argomento – è successo davvero. Punto.

La Fiorentina attuale è la più bella sorpresa del primo terzo di campionato. Confesso, sincero, che non avrei mai pensato di vedere la Viola a queste altezze. Ma, soprattutto, confesso che non pensavo Palladino potesse, in qualche mese, rivoltare squadra e spogliatoio come un calzino, ovviare a qualche cessione eccellente con giovani di prospettiva ma non ancora affermati, regalare al pubblico fiorentino non soltanto l’ebrezza delle prime posizioni quanto, piuttosto, una squadra in grado di giocare a calcio. Perché il segreto sta tutto qui. La Viola gioca bene a calcio, poche balle. Il giovane tecnico ha trasmesso ai suoi giocatori voglia e determinazione, sacrificio e lavoro, consapevolezza e certezze. Oggi, se proprio proprio avessi potuto evitare una squadra beh, quella squadra sarebbe stata la Fiorentina.

Ecco perché sbancare l’Artemio Franchi sarebbe un segnale di forza non indifferente a questo punto della stagione. Al di là del distaccare una delle dirette concorrenti, il campionato è ancora lunghissimo e non è una frase fatta, metteresti pressione sulle altre che stanno affollando le zone alte della classifica. Vincere convincendo anche se, viva Machiavelli, ci sono partite dove l’importante, alla fine della fiera, è il risultato. Noi, aggiungo purtroppo, siamo figli di quella cultura pallonara, inutile fare giri di parole cercando il modo e la maniera migliori per raccontarlo. E noi interisti lo sappiamo bene anzi, benissimo. I due pareggi con Juve e Napoli dal mio punto di vista sono quattro punti persi – tralasciando Genova e Monza -, occasioni preziose dilapidate pur tenendo il pallino del gioco in mano per gran parte del tempo e rischiando di segnare in più circostanze. Sì maaaa…alla fine…il risultato…

Si va a Firenze non dico in emergenza difensiva però poco ci manca. Bisseck, di Vrij e Bastoni sono scelte obbligate. Il centrocampo sarà quello classico con Nicolò, Calha ed Enrico. Sulle fasce certo Dimash mentre a destra non mi stupirei di vedere Darmian. Davanti coppia d’assi Tikus-Lauti.

Tantissima roba.

Alla prossima.  

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