Pio Esposito: "Bellissimo legame con Chivu, è stato decisivo per la mia carriera"
Nell'intervista doppia rilasciata a Cronache di Spogliatoio, l'attaccante nerazzurro Francesco Pio Esposito comincia parlando del primo approccio con il capitano Lautaro Martinez: "La prima volta che sono stato con la prima squadra in America sembrava di stare in un film, vedere dal vivo tutti insieme i campioni che guardavo in televisione era incredibile".
Tu hai fatto da raccatapalle a Lautaro?
"Sì, ho fatto dieci anni di settore giovanile all'Inter e andavamo a fare il servizio raccatapalle nel periodo dello scudetto ai tempi del Covid".
C'è un momento della stagione in cui ti ha colpito?
"L'atteggiamento, quello che trasmette in campo. Non solo in partita, ma soprattutto in allenamento è d'esempio per noi ragazzi giovani. Vedere un campione come lui non accontentarsi mai, avere sempre la fame per fare gol è qualcosa da cui prendere spunto. Basta vedere com'è rientrato contro la Roma, dopo un periodo di stop abbastanza lungo, ha fatto subito la differenza".
Cosa è per te il gol?
"È la cosa che ti fa vivere serenamente tutto il resto, quando fai gol noi attaccanti siamo sereni al 100%. Viene tutto meglio, anche il lavoro per la squadra che metti prima, diventa più facile".
Quanto è stato importante ritrovare Chivu?
"Il mister lo conosco da quando avevo 13-14 anni, era il suo primo anno in assoluto da allenatore e mi faceva già giocare. L'ho subito preso in simpatia, è nato un bellissimo legame. Poi l'ho ritrovato in Primavera, da sotto età ha deciso di farmi fare il capitano e quella partita andò bene con una tripletta a Cagliari. Da lì ha deciso di lasciarmi la fascia per tutta la stagione, abbiamo avuto sempre un legame: ci siamo continuati a sentire anche negli anni successivi quando ero in Serie B allo Spezia e poi ho avuto la fortuna di rincontrarlo anche quest'anno. Non posso nascondere che è stata una cosa decisiva per me, perché da lui ho ricevuto una fiducia incondizionata già dal Mondiale per Club, sono stato fortunato da questo punto di vista. È una persona che non ti regala niente, può darti tutta la fiducia del mondo ma tu devi essere bravo a ripagarla e non tradirla".
Che legame hai con la scuola calcio fondata insieme ai tuoi fratelli?
"I miei fratelli prima di me hanno preso questa decisione di prendere in mano la Voluntas Brescia, che era una scuola calcio di Roberto Clerici: la persona che ci aveva preso da Castellammare di Stabia per portarci a Brescia. I miei fratelli hanno deciso di fare questo gesto di riconoscenza per lui che adesso non c'è più e io mi sono aggiunto a loro quest'anno. È una cosa bellissima vedere il percorso dei bambini, sono presente perché Brescia è vicino. Ti fa tornare indietro nel tempo, quando vado lì c'è sempre molta emozione tra i bambini e questa è una cosa che ti riempie il cuore".






