Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
TMW

I 50 anni di Shevchenko e un impatto con la Serie A che non ha avuto più eguali

I 50 anni di Shevchenko e un impatto con la Serie A che non ha avuto più eguali TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
Gaetano Mocciaro
autore
Gaetano Mocciaro
Oggi alle 12:53Serie A
Traguardo importante per l'usignolo di Kiev, oggi presidente della Federcalcio ucraina. Tra i più influenti della Serie A negli anni 2000

Un report di Italo Galbiati, storico vice di Fabio Capello e non solo, è diventato un prezioso cimelio. È datato 5 novembre 1997, Galbiati si trova al Camp Nou a guardare Barcellona-Dinamo Kiev. Vincono, anzi, stravincono gli ucraini contro ogni pronostico: 0-4. Tripletta di un 21enne che è nel giro della nazionale maggiore da un paio d'anni.

La notte di Barcellona e il report di Galbiati

"Giocatore fortissimo fisicamente, veloce, rapido nel dribbling. È in possesso di fantasia, calcia bene con entrambi i piedi, fa gol, forte nel gioco di testa. Gioca su tutto il fronte d’attacco, sa chiamare la profondità come pochi giocatori. Considerando la sua giovane età sono rimasto impressionato per la sua facilità di gioco. È un giocatore emergente. Superfluo aggiungere altro. È DA MILAN". Il giocatore in questione è Andriy Shevchenko.

L'incredibile impatto con la Serie A

Quella sera tutta l'Europa si era accorta di lui e il Milan - quel Milan - dovette giocare d'anticipo per bruciare la concorrenza, fra le altre, proprio dei blaugrana. 40 miliardi di lire, cifra monstre per l'epoca, e nell'estate del 1999 l'ucraino sbarca in Italia. Per inciso, la Serie A dell'epoca era il campionato più importante al mondo e fior di campioni arrivati dall'estero vennero immediatamente ridimensionati all'impatto col nostro torneo. Due nomi su tutti: Dennis Bergkamp e Thierry Henry, poi campioni del grande Arsenal di Wenger.

Non lui, non Sheva. Nonostante l'aria timida con cui si presentò potesse lasciar presagire. Prima partita, gol a Lecce. Seconda partita, gol al Perugia. Quarta partita, tripletta alla Lazio all'Olimpico: da 3-1 per i biancocelesti a 3-4. È in quella notte romana di ottobre (finirà 4-4, per la cronaca) che era chiaro a tutti di avere a che fare con un fenomeno.

E pur essendo il Milan, quel Milan, abituato ai fuoriclasse, difficilmente un volto nuovo riusciva ad avere un simile impatto in rossonero, appena arrivato. 24 gol, capocannoniere il primo anno, non essendo nemmeno la punta centrale della squadra di Zaccheroni. L'ultimo milanista prima di lui Marco van Basten. Dopo di lui solo Ibrahimovic. Nessuno dei due al primo anno. E in generale, in Serie A, nessun altro giocatore è diventato capocannoniere al suo primo anno. Il resto della carriera di Shevchenko è storia.

La formazione Lobanovskyj

Nel giorno del suo 50° compleanno (tanti auguri, Sheva) più che mai ci accorgiamo della fortuna che abbiamo avuto ad accogliere un simile campione e raramente ne nascono di questo spessore. La formazione sovietica targata Lobanovskyj lo aveva formato, come lui stesso ha raccontato: "In ritiro facevamo tre allenamenti al giorno. Sveglia alle 6, alle 7 primo allenamento, poi colazione e secondo allenamento. Poi doccia, pranzo veloce e terzo allenamento". Una preparazione tale che gli ha dato quella forza esplosiva che lo ha contraddistinto negli anni al Milan. Contribuendo in modo decisivo alla lunga sequenza di successi ai quali ancora oggi, i tifosi milanisti si aggrappano in questi anni di vacche magre.

Altre notizie Serie A

Immagine editoriale di Ivan Cardia
C’è luce in fondo al tunnel: la boccata d’ossigeno azzurro che serviva. Malagò re senza trono: stiamo perdendo tempo che non abbiamo. Cuesta deve aver perso una partitella
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile