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L'approccio del Bernabeu è un manifesto dell'Inter di Chivu. Ecco perché il rischio sarà sempre contemplatoTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca
per Linterista.it

L'approccio del Bernabeu è un manifesto dell'Inter di Chivu. Ecco perché il rischio sarà sempre contemplato

L'Inter ha subìto la sua prima sconfitta stagionale, allo Stadio Santiago Bernabeu, contro il Real Madrid con il punteggio di 1-2. Il match, valevole per il primo turno della League Phase della Champions League 2026-2027, è stato deciso dalle reti di Kylian Mbappé e Federico Valverde, cui è seguito il gol nella fase finale dell'incontro di Carlos Augusto.

In entrambe le occasioni che hanno condotto al gol dei blancos, qualche componente della compagine nerazzurra si è reso protagonista di un'amnesia difensiva che è costata molto cara all'Inter. Ciò è accaduto prima con Curtis Jones, che ha servito un pallone difficile da gestire a Yann Bisseck, portando così all'assist di Brahim Diaz per il gol del vantaggio di Mbappé.

E poi con Josep Martinez, autore di un tentato dribbling estremamente pericoloso - a ridosso della linea di porta - che ha visto Valverde irrompere sulla scena recuperando il pallone e indirizzandolo in gol. Due colpi, quelli derivanti da manifestazioni di superficialità nel disimpegno da parte dei giocatori meneghini, che avrebbero evidentemente messo ko la grande maggioranza degli opponenti. Ma non l'Inter, che non si è disunita dopo il 2-0 dei blancos, cercando al contrario di continuare a praticare il proprio gioco.

La lezione del Bernabeu

Il gioco messo in atto dall'Inter è quello cui si è assistito anche contro Cagliari e Napoli, ossia uno improntato al dominio territoriale e al controllo del pallone per larghi tratti del match. A prescindere dallo sfidante e dal palcoscenico di riferimento, la squadra nerazzurra appare sempre più espressione dei principi e delle idee di cui si fa portavoce il suo allenatore Cristian Chivu. L'idea è quella di aggredire i portatori di palla avversari senza soluzione di continuità, disponendosi con un baricentro alto e attribuendo ai difensori il ruolo di primi costruttori della manovra offensiva. Non è un caso che Yann Bisseck sia divenuto un perno del sistema nerazzurro, stante la sua capacità di proporsi con continuità in fase avanzata sfruttando le sue qualità (fisiche, ma non solo). 

Un modus operandi che è proseguito, intatto, anche dopo il primo e il doppio svantaggio, a testimonianza di come l'Inter non interpreti i colpi subìti come segnali di una strategia sbagliata, bensì quali incidenti contemplabili nel percorso volto al progressivo allineamento al modo di stare in campo predicato da Chivu. 

Un segnale per il futuro

Proprio Chivu, al termine della gara di Madrid, ha voluto concentrare la sua attenzione maggiormente sugli aspetti positivi che su quelli negativi emersi dalla notte di Champions. "Siamo venuti al Bernabeu cercando di essere dominanti, questo mi rende felice e ottimista per il futuro. Sapevamo di dover concedere qualcosa in transizione, ma siamo rimasti in gara. Oggi ci prendiamo la buona prestazione e il fatto di essere andati a viso aperto contro una squadra forte". Non avrebbe potuto essere più chiaro, il tecnico nerazzurro, ai microfoni di Sky Sport.

Chivu guarda al futuro con fiducia e rinnovate consapevolezze, nonostante gli errori che la sua squadra avrebbe voluto e potuto evitare, perché ha avuto contezza di un approccio coerente con i suoi auspici: continuare lungo questo cammino è l'imperativo, nella sua visione, per sostituire notti come quella del Bernabeu con altre nelle quali poter essere soddisfatti tanto della prestazione quanto del risultato finale.

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