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Demolizione San Siro, l'idea di Milan ed Inter: i seggiolini dell’ultima stagione potrebbero finire nelle case dei tifosiTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 13:30Primo Piano
di Redazione MilanNews
per Milannews.it
fonte calcioefinanza.it

Demolizione San Siro, l'idea di Milan ed Inter: i seggiolini dell’ultima stagione potrebbero finire nelle case dei tifosi

Le idee di Milan ed Inter sulla demolizione di San Siro: i documenti visionati da C&F

Un ricordo di San Siro direttamente a casa. È una delle possibilità al vaglio di Milan ed Inter in vista della demolizione del vecchio Meazza: i seggiolini dell'ultima stagione disputata nello storico impianto potrebbero infatti essere messi a disposizione degli abbonati, attraverso una vendita oppure una cessione gratuita. Un'idea ancora da definire nei dettagli, ma già inserita nella documentazione relativa al progetto di demolizione e che Calcio e Finanza ha riportato integralmente.

L'operazione avrebbe un doppio significato. Da una parte quello affettivo, permettendo ai tifosi di conservare un pezzo concreto dello stadio che per decenni ha accompagnato la storia di Milan e Inter; dall'altra quello legato al recupero dei materiali. La documentazione ipotizza infatti di riuscire a salvare circa l'80% delle sedute: su 75.817 posti si arriverebbe così a poco più di 60.600 seggiolini, evitando di destinare al circuito dei rifiuti circa 273 tonnellate di plastica.

Per portarli via, l'ipotesi prevede un'organizzazione specifica prima dell'apertura del cantiere: gli abbonati dovrebbero prenotare il proprio accesso, entrare in giornate dedicate e raggiungere il rispettivo settore seguendo percorsi controllati. Lo smontaggio avverrebbe con l'assistenza del personale e la consegna delle sedute sarebbe registrata. Resta invece da stabilire se il tifoso dovrà pagare per portarsi a casa il proprio seggiolino oppure se l'iniziativa sarà gratuita. Il destino delle sedute è soltanto uno degli aspetti del complesso piano di demolizione del Meazza. I lavori dovrebbero durare circa 18 mesi e dovranno essere organizzati in modo da non interferire con la normale attività del nuovo stadio, che nel frattempo sarà già operativo.

La prima fase riguarderà tutto ciò che può essere rimosso senza intervenire sulle strutture portanti. È il cosiddetto strip-out: verranno smontati impianti elettrici e di climatizzazione, reti dati, sistemi antincendio e idrico-sanitari, oltre alle apparecchiature frigorifere. In quest'ultimo caso sarà necessario recuperare prima i gas refrigeranti. Solo successivamente si passerà alla struttura. La demolizione procederà progressivamente dai tre anelli dello stadio, per poi concentrarsi sulle travi in calcestruzzo e su quelle in acciaio. Una volta portati a terra, questi elementi saranno lavorati e ridotti di dimensioni prima di essere avviati alle successive operazioni di trattamento.

Il progetto punta a rendere il più possibile selettiva questa fase, con l'obiettivo di recuperare i materiali anziché considerarli semplicemente come rifiuti da allontanare dal cantiere. Una parte importante del lavoro potrebbe inoltre essere svolta direttamente all'interno dell'impianto di San Siro. Il terreno di gioco potrebbe infatti trasformarsi temporaneamente nel cantiere per la demolizione dei materiali. Una volta liberato e verificata la capacità di sostenere i mezzi necessari, l'area potrebbe essere utilizzata per frantumare il materiale, separare il ferro dalle strutture in cemento e preparare le macerie prima del loro trasporto. È una soluzione pensata anche per diminuire il numero di mezzi pesanti in circolazione. Le stime contenute nei documenti parlano di una riduzione del traffico compresa tra il 20 e il 25%, equivalente a circa 5.600 viaggi di camion in meno. Il quantitativo complessivo di materiale da gestire sarà comunque enorme: le previsioni parlano di circa 225mila tonnellate di macerie, per un volume di circa 93.750 metri cubi. Nel conteggio rientrano le strutture dei tre anelli, le spirali, le rampe e le torri. Numeri che, viene precisato nella documentazione, potranno essere modificati nelle successive fasi progettuali.

Il problema logistico non riguarderà soltanto la gestione dei materiali. La demolizione dovrà infatti procedere mentre il nuovo impianto sarà già utilizzato per le partite e gli altri eventi. Per questo motivo i percorsi dei tifosi saranno separati dalle zone di cantiere attraverso protezioni modulari temporanee, con l'obiettivo di contenere anche polveri, rumori e vibrazioni. Anche queste strutture non sono necessariamente destinate a diventare rifiuti al termine dei lavori. Il progetto prende in considerazione un loro successivo riutilizzo negli spazi pubblici, ad esempio come pensiline, pergole, aree d'attesa o zone d'ombra, anche con la possibilità di utilizzarle come sostegno per il verde rampicante.

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