Coppa Italia, l'Inter punta la finale. Chivu sfida il Como pensando al derby
La Coppa Italia non è un appuntamento secondario sul taccuino di Cristian Chivu. Questa sera contro il Como l’Inter si gioca tanto, perché raggiungere la finale significherebbe dare un segnale di maturità a un gruppo che sta crescendo, offrire ai tifosi un appuntamento da cerchiare in rosso sul calendario e tenere viva la speranza di chiudere la stagione con un trofeo in bacheca. L'ultimo atto è lontana, ma per quel momento i nerazzurri potrebbero aver già cucito lo scudetto sulla pelle, visto che l’appuntamento a Roma arriverà il 13 maggio, a due giornate dalla fine del campionato. Fàbregas, dal canto suo, sa che il suo Como può giocare senza pressioni, libero di esaltarsi nel ruolo di outsider per entrare nella storia. Al suo calcio aggiungerà anche il sale della rivincita, pensando al sonoro 4-0 rimediato a San Siro, quando i lariani subirono l'urto tecnico e fisico della squadra nerazzurra.
Gestione delle energie o voglia di finale? Questa è la vera domanda che nelle ultime ore aleggiava ad Appiano Gentile, perché su quel ramo del lago cantato dal Manzoni i nerazzurri ci arrivano con le armi spuntate. Questo turnover non s’ha da fare, insomma, soprattutto in attacco. Lautaro Martinez procede nel suo lavoro personalizzato ma il rientro è lontano, mentre Bonny punta ad essere abile e arruolato nel derby, appuntamento che scotta già sulla pelle. L’Inter ha un vantaggio di dieci punti da gestire, il Milan può solo vincere per sperare di raccendere la lotta tricolore. I discorsi sono rimandati a data da destinarsi, ma non nella mente di Chivu, che deve già pensare ad una gestione oculata delle risorse per non arrivare alla partitissima con i rossoneri in difficoltà
Dietro dovrebbe tornare Bastoni dal primo minuto insieme a Bisseck, mentre Dimarco (uomo dei record e trascinatore anche più di Lautaro), potrebbe accomodarsi in panchina per lasciare spazio a Carlos Augusto. Calhanoglu titolare? È un’opzione sul tavolo, ma non così calda. Il turco quest'anno ha mostrato una crescente fragilità fisica, più facile quindi vederlo a gara in corso per mettere ancor di più minuti sulle gambe in vista della sfida con Luka Modric di domenica. La vera lotta contro la squadra di Fabregas sarà sulla trequarti e sugli esterni, pungono le frecce più avvelenate del tecnico spagnolo. Una doppia sfida affascinante sulla da Como e San Siro. Perché sarà anche vero che tutte le strade portano a Roma, ma c'è solo una poltrona per due.
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