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Champions da brividi a Bodø: l'Inter contro i fulmini di Norvegia, sfida ad alta tensioneTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 07:00Serie A
di Bruno Cadelli

Champions da brividi a Bodø: l'Inter contro i fulmini di Norvegia, sfida ad alta tensione

Il destino europeo dell’Inter si gioca tra i ghiacci di Norvegia, appena sopra il circolo polare artico dove si nascondeva la Tirpitz, la grande corazzata tedesca incubo delle forze alleate durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Bodo Glimt forse non è imponente come “La solitaria regina del nord”, ma è sicuramente una delle realtà europee più insidiose degli ultimi anni, soprattutto quando scende in campo all’Aspmyra Stadion. “So chi giocherà ma non lo dico”, ha affermato Chivu nella conferenza stampa pre partita, ma qualche indizio di formazione c’è, perché alcune scelte sono forzate a causa degli infortuni. Calhanoglu dovrebbe essere out per una settimana e il faro del centrocampo è Zielsinki, chiamato a giostrare le manovre dell’Inter sul sul terreno sintetico che nelle ultime ore è stato liberato dalla neve caduta in maniera copiosa. I nerazzurri hanno effettuato l’allenamento di vigilia proprio in Norvegia per essere preparati ad ogni insidia, anche se preoccupano soprattutto quelle tecniche della squadra allenata da Knutsen. I fulmini del nord sono una squadra elettrica, con grandi accelerazioni sugli esterni ed enorme qualità negli spazi stretti. Ne sa qualcosa il Manchester City, caduto per 3-1, ed anche l’Atletico Madrid, sconfitto a domicilio al Metropolitano L’allenatore del Bodo ha mandato un messaggio chiaro, ovvero la volontà di tenere la gara in equilibrio pensando anche alla sfida di ritorno. Non sarà una squadra arrembante ma attenta, sicuramente tra le più decise quando si tratta di attaccare la profondità e gli spazi in velocità. Chivu proverà a metter in campo tutta la fisicità possibile visto che rispetto ai nerazzurri il Bodo può soffrire i calci piazzati e l’artiglieria pesante. Pio Esposito è in ballottaggio e soprattutto l’attacco è un rebus, anche se non è esclusa la coppia Lautaro-Thuram. La prerogativa dell’Inter in uno stadio con spazi ridotti è certamente quella di giocare molto bene dal punto di vista tecnico, fondamentale quindi l’uscita palla e la rapidità di passaggio per evitare rapidi ribaltamenti di fronte. La palla, anche per la conformazione del campo, sarà quasi sempre in campo. La parola d’ordine è reattività. Lo snodo norvegese arriva dopo la vittoria esaltante e carica di veleno contro la Juventus. Le energie mentali spese al Meazza possono essere un fattore. Ma certamente non una scusa per una prestazione di livello.