Cipollini e la 'fede' per l'Inter: "Non sono un vero tifoso. Italia? Siamo nel terzo mondo"
Lunga chiacchierata di TMW con Mario Cipollini. L'ex fenomeno del ciclismo, vincitore del Mondiale nel 2002, dopo aver fatto un'ampia analisi dello sport italiano e della Milano-Sanremo in programma domani, spazia poi sulla sua 'fede' calcistica e sulla Nazionale: "Approfitto della domanda per far luce su me stesso. Non sono intenditore e neanche troppo appassionato di calcio, mi ci sono avvicinato un po’ perché ero amico di Ronaldo il Fenomeno, in questo modo sono stato attratto dal mondo Inter. Dopo la vittoria di una tappa al Giro d’Italia mi misi la sua maglia e fui battezzato come interista. In realtà, però, sono a favore di tutte le squadre del calcio italiano e rimango un osservatore esterno".
Però si sarà fatto un'idea sul vantaggio dell'Inter sul Milan.
"Beh, il vantaggio è talmente consistente che in questo momento, facendo un paragone col ciclismo, basta tenere il margine sugli altri. Ci sono momenti in cui uno deve stringere di più i denti e dei momenti in cui deve sfruttare le discese. Il gap è notevole, mi pare quello che crea Pogacar nelle sue vittorie".
C'è poi una Nazionale chiamata a non fallire il terzo Mondiale consecutivo.
"Sono già state scandalose due assenze, figuriamoci la terza. Ci racconta molto del nostro sistema sportivo, della politica abbinata allo sport. Sia nel ciclismo che nel calcio mi sembriamo falliti: un’industria fiorente di quelle che vedi dall’autostrada e che ti sembrano in rovina. Siamo passati dal top del mondo al terzo mondo, è sconvolgente. Bisogna porsi delle domande, soprattutto ai politici".
Leggi qua l'intervista integrale con Mario Cipollini!
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