Calciomercato Inter, se parte Bastoni vietato sbagliare il sostituto
Inutile girarci intorno: Alessandro Bastoni non è "solo" una pedina fondamentale dello scacchiere del tecnico nerazzurro Cristian Chivu, ma anche uno dei difensori più importanti al mondo. La sua importanza è la diretta conseguenza del suo modo di interpretare il ruolo di braccetto, con un'attenzione peculiare alla fase di costruzione della manovra che lo ha reso celebre nello scenario internazionale.
Di Bastoni si potrebbe dire tanto, ma la nota più opportuna con cui intendere la sua presenza in campo è indubbiamente quella della "modernità", del contributo attivo a ridefinire la fisionomia del difensore. Da calciatore predisposto a curare prevalentemente la fase difensiva a figura centrale nel supportare l'azione offensiva della propria squadra. C'è un prima e un dopo Bastoni, dunque, con l'Inter che ha inevitabilmente beneficiato delle eccezionali doti dell'italiano, in specie in termini di avanzamento con il pallone e passaggi progressivi con cui illuminare il sentiero in funzione di una finalizzazione dei propri compagni.
L'interesse del Barcellona è nell'ordine delle cose
Non può essere un caso che la squadra offensiva per antonomasia, ossia il Barcellona di Hansi Flick, veda come prioritario l'ingaggio di Bastoni nella finestra estiva di calciomercato. Lo spiega il modo stesso di intendere il ruolo delle proprie pedine difensive, da parte del tecnico tedesco: non solo marcatori, ma anche costruttori di gioco. Bastoni rappresenterebbe l'architrave di un sistema nel quale ogni ingranaggio è funzionale a un'idea di calcio estremamente chiara nelle sue linee di fondo. Gestione rapida, movimenti repentini, mobilità dei vari interpreti, verticalizzazioni costanti: il Barcellona, su queste basi, troverebbe nel difensore nerazzurro un attore primario da impiegare in scena per rendersi ancora più pericolosa e pungente in zona avanzata.
L'imperativo in casa Inter
Alla luce delle concrete manifestazioni d'interesse del Barcellona per Bastoni, l'Inter è consapevole di dover entrare nell'ottica di una possibile cessione del classe 1999 nella prossima finestra estiva di mercato. Rispetto alle scorse stagioni, in cui tale possibilità non era neppure contemplata, lo scenario attuale appare fondato su presupposti diversi. Il giocatore stesso non ha chiuso all'ipotesi di una separazione estiva, così come la società nerazzurra non ha espresso un diniego categorico a tale eventualità.
Ciò ha contribuito a delineare i contorni di una realtà assimilabile a una "partita a scacchi": il Barcellona non può garantire cifre esorbitanti, dati i vincoli finanziari che continuano ad attanagliarla; l'Inter non ha alcuna intenzione di "svendere" uno dei suoi pilastri; il giocatore non ha ancora forzato la mano con la sua società di appartenenza per chiedere esplicitamente la cessione.
La sensazione è che l'affare possa sbloccarsi per una cifra sicuramente superiore ai 50 milioni di euro, di cui si è parlato nelle scorse settimane, con i blaugrana che dovranno accettare l'idea di uno "sforzo economico" per portare in Catalogna un giocatore ideale per il proprio calcio. L'Inter, qualora tale scenario dovesse materializzarsi, dovrebbe "reagire" accelerando per un giocatore di livello internazionale che possa consentirgli di non parlare di un "ridimensionamento". Scenario che avverrebbe nel caso di ricorso a "scommesse", prive dei crismi di affidabilità e garanzia per presente e futuro.
Il nome ideale, per scongiurare tale pericolo, sarebbe quello di Riccardo Calafiori dell'Arsenal. Non impiegato assiduamente dal tecnico Mikel Arteta, ma dal respiro europeo, il giocatore azzurro è di ciò di cui ha bisogno l'Inter per alimentare la propria reputazione di big, sul piano formale, e restare pienamente competitiva, su quello sostanziale. Oaktree ha l'occasione per lanciare un messaggio sulle sue ambizioni sportive future: l'auspicio è che il suo tenore sia coerente con le velleità dell'intero mondo nerazzurro.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






