Simonelli: "Supercoppa Italiana il 22 o 23 dicembre. Contemporaneità? Lo spezzatino paga di più"
Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha parlato a Radio Anch'Io Sport su Radio Rai. Queste le sue parole:
Sarebbe giusto non programmare i derby nei finali di stagione?
"E' una cosa di cui dovremo tenere ulteriormente conto fra le oltre 400 variabili per stilare il calendario. E' un sistema complesso di variabili sportive e non sportive, tra i parametri quello di avere un derby a fine stagione non sarà inserito. E' un affinamento continuo, ogni volta che emerge qualcosa si riflette, si cerca di migliorare".
Un calendario che sarà fatto a breve…
"Il 5 giugno a Parma. Cerchiamo di farli uscire il prima possibile, così che anche i tifosi sanno quando giocheranno e possono organizzare le trasferte".
Le polemiche sul derby di Roma?
"Come ho detto si può sempre migliorare. L'avere il derby in contemporanea col tennis ha dato qualche problema ma tutto è stato gestito secondo le aspettative della Lega. SI fosse giocato la domenica sera non si sarebbe sovrapposto ma la Prefettura aveva detto di no, si poteva giocare il sabato se la Lazio non fosse stata in Coppa Italia, poi si è deciso per le 12 di domenica".
In archivio la sua prima stagione completa da presidente. Inchieste, insuccessi della Nazionale, polemiche... Cosa porta a casa?
"Il campionato che si è concluso mi è sembrato molto combattuto e bello da vedere, voglio fare i complimenti al Como che in 4 anni è passato dalla Serie C alla Champions, non credo sia mai successo nella storia. Complimenti al Como e alla programmazione fatta. Complimenti alla Roma che dopo 7 stagioni torna in Champions League, al Lecce che resta per la 4^ volta consecutiva in Serie A e un saluto a Verona, Pisa e Cremonese che speriamo di rivedere presto in Serie A. Bilancio positivo al netto di quel finale di ieri che tutti avremmo voluto evitare, una giornata rovinata da un branco di teppisti e delinquenti. Esprimo la mia solidarietà al ferito che fortunatamente non è in pericolo di vita, poi solidarietà piena e incondizionata alle forze dell'ordine, li ringrazio".
In Inghilterra hanno sconfitto il problema degli ultras… C'è molto da lavorare sull'ordine pubblico e sul clima tossico attorno al calcio italiano che poi scoraggia investitori e pubblico.
"Credo sia surreale che una parte di tifosi possa arrogarsi il diritto di decidere se far continuare o meno una partita. Allo stadio ci sono migliaia di altri tifosi, famiglie e bambini, non si capisce a che titolo un manipolo ristretto di individui possa incidere sulle sorti di una partita. Sono d'accordo con D'Aversa, è un problema culturale. Non ho mai capito la sudditanza psicologica che club e calciatori hanno nei confronti delle curve. E trovo fuori luogo il gesto di riverenza delle squadre che vanno a salutare i tifosi sotto la curva, per me dovrebbero andare al centro del campo a salutare tutto lo stadio".
Il campionato potrebbe tornare a 18 squadre?
"Ci sono fautori del campionato a 18 squadre e altri a 20. L'eventuale modifica può passare solo attraverso un accordo con tutte le altre componenti perché il processo di promozioni e retrocessioni coinvolge la B, quindi può passare solo dalle procedure federali".
De Laurentiis vorrebbe riportarlo a 18?
"De Laurentiis anche a 16. Noi abbiamo un tasso di riempimento degli stadi del 90%, nelle ultime stagioni abbiamo una capienza media sopra i 30 mila spettatori. Il calcio italiano è ancora apprezzato, la gente va allo stadio e i dati di audience sono in sensibile aumento. Tutti gli indicatori vanno nella direzione di un campionato avvincente".
Dove e quando si giocherà la Supercoppa Italiana?
"Abbiamo un consiglio di Lega, dovrebbe essere o 22 o 23 dicembre. Sulla località stiamo valutando, quest'anno non avremo la finestra dell'Arabia Saudita perché lì ci saranno i Giochi asiatici. Stiamo valutando, decideremo dove si giocherà la finale".
Si può immaginare qualche giornata in più all'interno del campionato con partite in contemporanea?
"Il fascino delle partite in diretta c'è, però ci sono anche delle esigenze di audience delle tv. Ieri è stata una giornata molto sentita e partecipata, ma credo che dal punto di vista televisivo lo spezzatino è quello che paga di più. Noi vendiamo dei diritti e lasciamo la scelta a chi ha comprato questi diritti su come dividere le partite".
Se secondo lei i tifosi all'interno dello stadio sono tutti uguali, perché per colpa di uno devono pagare tutti?
"E' un danno per tutti, non solo per i tifosi ma anche per le società. Spesso quando ci sono grandi match le provinciali non possono vendere biglietti, è un danno economico. E' una tendenza che sta aumentando, io sono d'accordo sul fatto che andrebbero colpiti i delinquenti isolati. Ne ho parlato col ministro Piantedosi, il tema è perché una persona di una certa età non dovrebbe andare a vedere una partita? Perché le famiglie non dovrebbero andarci? C'è il rischio che facciano scontri in autostrada? L'obiettivo è selezionare i veri delinquenti, individuando solo il cluster a rischio che non è certamente quello del pensionato o della famiglia".
Quale sarà il primo argomento trattato col nuovo presidente federale?
"Gli argomenti sono tanti. Il programma di Malagò è condiviso, gli argomenti hanno visto il concorso della Serie A e delle altre componenti che lo hanno supportato. Poi se non sarà Malagò dialogheremo con Abete, chiunque dovesse vincere farà il meglio per risollevare il calcio italiano e noi abbiamo dato le nostre ricette".
Si è sfiorata la possibilità di giocare Milan-Como a Perth...
"Fa parte dei programmi stabiliti e codificati da UEFA e FIFA che hanno deliberato questa possibilità. So che è una cosa non amata dai tifosi e li capisco, ma è un modo per pubblicizzare il calcio italiano all'estero anche per avere maggiori ricavi e quindi aumentare lo spettacolo con campioni che possano far salire il livello del nostro calcio. E' un piccolo sacrificio. Non è un annuncio, ma ci sarà la possibilità di analizzare la strada di una partita all'estero".
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