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Abodi sugli scontri di Torino: "Sono delinquenti che nulla hanno a che vedere con il calcio"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 13:25Serie A
di Tommaso Bonan
fonte da Roma, Lorenzo Beccarisi

Abodi sugli scontri di Torino: "Sono delinquenti che nulla hanno a che vedere con il calcio"

"Gli incidenti di Torino? Non è una pagina di sport, al di là del fatto che qualcuno pensi di portare avanti una causa sportiva, io credo che si confrontino dei delinquenti che nulla hanno a che vedere con il calcio". Parla così il ministro dello sport, Andrea Abodi, presente oggi allo Stadio Olimpico per l’incontro con i ragazzi del Roma Club Gerusalemme, una scuola calcio dove - da oltre quindici anni - si allenano e giocano ragazzi di differente credo religioso. Abodi, torna appunto sul caos e gli scontri che ha preceduto nella giornata di ieri il derby tra Torino e Juventus: "Cerco di ripeterlo sistematicamente, non perché non voglia assumermi le responsabilità come sistema sportivo, ma perché c'è un discrimine nei comportamenti, nel linguaggio, nel modo in cui ci si confronta. Le persone normali, per bene, di tutte le età, si trovano dentro lo stadio e fanno il loro tifo. E i delinquenti si scontrano in piazza, per altro non soltanto mancando di rispetto ma anche aggredendo le forze dell'ordine e questo per me è inconciliabile con lo sport". In merito al capitolo delle elezioni FIGC, Abodi sottolinea: "Non sono aggiornato nella misura in cui le dinamiche dell'Assemblea elettiva vanno avanti com'è giusto che sia. Il 22 giugno ci sarà un presidente della Federcalcio e chiunque sarà, comunque sarà un interlocutore con cui lavorare per migliorare come abbiamo cercato di fare fino ad oggi, nella speranza che quello che non si è riusciti a fare in tanti anni, si possa produrre nei giorni successivi alle elezioni. Il calcio ne ha bisogno e non solo perché abbiamo bisogno di recuperare competitività, ma perché abbiamo bisogno di recuperare reputazione e credibilità. Che il calcio oggettivamente ha perso negli ultimi anni". C'è una squadra che in questo momento sta rendendo bello il calcio: il Como che è andato in Champions League. "Complimenti al Como, è la dimostrazione che una buona formula societaria, una buona formula tecnica e sportiva, consentono anche a realtà che non hanno mai toccato questo vertice di raggiungerlo, e quindi arrivare anche in Champions. Io sogno anche un'esperienza che sia italiana, perché sono convinto che il talento ci sia, c'è soltanto bisogno di fiducia, di pazienza, di una visione che ancora fatica ad emergere. Ma non posso immagine che il talento italiano, anche dei più giovani, si sia perso. È sacrificato sulla base di interessi che sono diversi".