Cosa ricorderemo della (drammatica) stagione 2025/26 del calcio italiano?
Game over. La lunga e, per certi versi, estenuante stagione 2025/26 è andata agli archivi. L’Inter ha dominato in lungo e in largo sul terreno italiano. Giustamente, il club nerazzurro ha fatto festa per un doblete che, anche se parzialmente, ha oscurato i tanti danni accaduti in un’annata che non verrà ricordata come le più appassionanti di sempre. In tanti, probabilmente, sperano di dimenticarsi di tante, tristi, questioni. In primis, il finale di stagione… L’ennesima macchia per un calcio italiano incapace di “fare le cose per bene”. Quello che è accaduto al Derby della Mole, con il ritorno della violenza nel mondo del pallone, è stato una mazzata per tutti. L’inchiesta arbitri aveva già scosso le fragili fondamenta di un sistema sempre più “fuori controllo”. Il mancato accesso al Mondiale, i risultati scadenti in Europa e, a livello sportivo, una qualità generale decisamente mediocre (Inter a parte) sono gli altri pezzi di un puzzle che nessuno avrebbe mai voluto completare.
Ci siamo persi, ad ogni livello. La passione dei tifosi è stata messa, ancora una volta, a dura prova. In tanti hanno voltato le spalle al mondo del pallone, trovando conforto in altri sport più genuini e/o più di moda. Meglio godersi Jannik Sinner prendere a pallate gli avversari o Kimi Antonelli sfrecciare con la sua Mercedes piuttosto che sentir parlare di scontri tra tifosi e partite sospese. Avendo diverse primavere sulle spalle, posso dire di averle viste tutte. Bene, questo capitolo è uno dei peggiori. Certo, c’è anche stato del bello. Penso alla Roma che ritrova la Champions con il suo nuovo condottiero Gasperini o il magico Como che, sebbene tutto straniero, entra nel salotto più prestigioso d’Europa. Onestamente, è stato gratificante vedere Di Francesco, “il gatto nero”, conquistare finalmente una salvezza (anche se la Cremonese di Vardy era una bella favola).
E ora che succede? Bella domanda. Un anno così complicato può valere il k.o. tecnico o essere un’opportunità per l’immediato futuro. Spero che scatti qualcosa, che si capisca quanto sia importante non disperdere ulteriore amore per un gioco che, Italia a parte, continua a primeggiare. I tifosi, quelli veri, sono stanchi e lo si è capito bene in questa stagione da incubo.
Ecco, ora arriva pure l’appuntamento con il Mondiale e la ferita si riaprirà. No, non sono uno di quelli che spera nel ripescaggio, anzi lo condanno fermamente. Pensiamo al futuro e a come risollevarci, evitiamo altre figuracce…
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