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Malagò può diventare presidente della FIGC: il punto in vista delle elezioni di lunedìTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Oggi alle 15:53Serie A
di Ivan Cardia

Malagò può diventare presidente della FIGC: il punto in vista delle elezioni di lunedì

L’ANAC, l’authority anticorruzione, scioglie ogni dubbio: Giovanni Malagò può diventare presidente della Federcalcio. E a questo punto lo diventerà: oggi l’authority anticorruzione ha risposto al ministro Abodi, dando un parere positivo sull’eleggibilità dell’ex numero uno del CONI. Non è un responso vincolante - teoricamente chi fosse contrario potrebbe fare ricorso al TAR, dopo l’elezione -, ma è comunque tale da mettere la parola “fine” a qualsiasi dubbio. Di quanto vincerà Malagò? È la domanda che rimane in piedi, a questo punto: l’ex presidente del CONI parte, teoricamente, dal 54% garantito da Serie A, Serie B, assocalciatori e assoallenatori. Il suo sfidante, Giancarlo Abete, ha il 34% della Lega Nazionale Dilettanti. Detto che una parte degli allenatori potrebbe non votare Malagò, di sicuro il comitato Lombardia LND (che da solo vale il 3,7%) si sposterà da Abete a Malagò. Non sarà l’unico, ma soprattutto l’ultima mossa di Andrea Abodi - lo spostamento della mutualità dalla Riforma Zola alla Serie A Women - ha infastidito diversi club di Lega Pro, che vale il 12% e finora non si era schierata, ma ora potrebbe confluire nella larga maggioranza pro Malagò. Come funzionano le elezioni federali * Serie A – 20 delegati (ogni voto vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88), 18%;
 * Serie B – 20 delegati (ogni voto vale 1,548 per una somma complessiva di 30,96), 6%;
 * Lega Pro – 57 delegati (ogni voto vale 1,086 per una somma complessiva di 61,902), 12%;
 * LND – 99 delegati (ogni voto vale 1,772 per una somma complessiva di 175,428), 34%;
 * Calciatori – 52 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 103,168), 20%;
 * Allenatori – 26 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 51,584), 10%. Come viene eletto il presidente? Si vota a scrutinio segreto, con un sistema elettronico. Per l’elezione del presidente è sufficiente la maggioranza semplice (cioè dei voti validamente espressi). È previsto un sistema di quorum variabili a seconda di quanti siano i candidati: se uno o due, si vota per un massimo di tre scrutini. Con più di due candidati, il primo turno è sostanzialmente un filtro: se nessuno ottiene la maggioranza, vanno al ballottaggio i primi due, fermo restando il limite massimo di tre scrutini complessivi.