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24 giugno 2014, Suarez morde Chiellini ma l'arbitro non vede. E l'Uruguay passa il turnoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 00:00Accadde Oggi...
di Andrea Losapio

24 giugno 2014, Suarez morde Chiellini ma l'arbitro non vede. E l'Uruguay passa il turno

Il 24 giugno 2014, all’Arena das Dunas di Natal, l’Italia disputa quella che, ancora oggi, resta la sua ultima partita in un Mondiale. Di fronte c’è l’Uruguay, nell’ultima sfida del girone dopo il successo all’esordio contro l’Inghilterra e la deludente sconfitta con la Costa Rica. Agli azzurri basterebbe un pareggio per qualificarsi agli ottavi, proprio come accaduto quattro anni prima prima della disfatta contro la Slovacchia. Ma il copione si rivela drammaticamente simile. Il prestigio conquistato con il secondo posto a Euro 2012, alle spalle di una Spagna praticamente imbattibile, non basta a colmare il divario mostrato in campo. L’Italia fatica a costruire gioco, produce pochissime occasioni e trova l’unico vero brivido con una punizione di Pirlo che impegna Muslera. Per il resto, la partita scorre bloccata, con il cronometro che sembra favorire gli uomini di Prandelli. A cambiare gli equilibri è però un episodio destinato a far discutere. Marchisio interviene duramente su Arévalo Ríos con il piede alto e viene espulso. Una decisione severa ma non scandalosa, che lascia comunque gli azzurri in inferiorità numerica nel momento più delicato del match. L’Uruguay, nonostante il talento offensivo di Forlán e Suárez, trova il gol qualificazione grazie a Diego Godín. Il difensore svetta su tutti sugli sviluppi di un calcio d’angolo e batte Buffon di testa. Poco prima, però, si era consumato l’episodio che sarebbe entrato nella storia dei Mondiali: Luis Suárez perde il controllo durante un contrasto e morde Chiellini alla spalla. L’attaccante uruguaiano poi si lascia cadere a terra, mentre il difensore italiano cerca inutilmente di mostrare all’arbitro i segni del morso. Né il direttore di gara né i suoi assistenti si accorgono di nulla.