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Malagò: "I Moratti e Berlusconi potevano rinunciare a ingaggi e fare mutui per gli stadi"TUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 12:51Serie A
di Dimitri Conti

Malagò: "I Moratti e Berlusconi potevano rinunciare a ingaggi e fare mutui per gli stadi"

Lunga intervista a Repubblica per Giovanni Malagò, eletto ieri presidente della FIGC con una maggioranza del 68,58%: "Il primo pensiero è andato a mio padre, a sei-sette anni mi portava all'Olimpico ogni domenica. Si fatica a credere, ma ero contemporaneamente un lupetto della Roma e un aquilotto della Lazio. Ed ero molto orgoglioso di quel doppio abbonamento". Malagò prova quindi a individuare le radici della crisi del nostro calcio: "Molte volte ho sostenuto che quando eravamo ancora i primi al mondo, i nostri magnifici presidenti Moratti, Berlusconi, Agnelli, Cragnotti e Sensi avrebbero potuto rinunciare a uno-due ingaggi e fare un mutuo per uno stadio. Oggi si sarebbero trovati un patrimonio". Al numero uno della FIGC viene chiesto se sarà Mancini il ct: "Non ho parlato con Roberto e veti non ci sono per nessuno. La condizione imprescindibile per il ct ideale è l'entusiasmo e la convinzione. Non deve sposare il progetto solo per soldi: la componente economica esiste, ma se ci sono troppi paletti non mi interessa. Uno straniero? Mai dire mai". Con orizzonte breve: "Tra due anni ci saranno nuove elezioni, l'orizzonte è l'Europeo 2028. Sono una persona seria, non posso firmare un contratto a lungo termine non sapendo chi ci sarà in futuro". Quindi c'è spazio per la questione del direttore tecnico ed è lo stesso Malagò a fare il nome più chiacchierato, quello di Maldini: "Vorrei un ex calciatore ma non ho parlato con nessuno di ruoli specifici. Mi sento con Maldini, ho incontrato Del Piero, abbracciato Baggio e sentito Buffon". Spiccava l'assenza di sei rappresentanti AIC nell'assemblea di ieri, poiché non tornati in tempo dalle vacanze: "Fa riflettere, ma niente processi: se sei in America con la famiglia è un conto, se sei a Capri è diverso". Un tema di discussione è il rapporto del calcio con la politica, nello specifico con l'attuale Ministro di competenza, Abodi: "La seconda persona che mi ha chiamato, lo vedrò in settimana. Che non fosse felice della candidatura si era capito, ma metto tutto alle spalle".