Malagò sul calcio femminile: "Serve allargare la base. E investire in società e impianti"
Il neo presidente della FIGC Giovanni Malagò nel corso della lunga intervista rilasciata alla Rai ieri sera ha parlato anche della situazione del calcio femminile soffermandosi in particolare sul tema della base di tesserate che è molto inferiore a quella dei paesi più evoluti in Europa (Spagna, Francia, Germania e Inghilterra) e di come sia necessario intervenire per farne crescere il numero onde evitare che il gap, ridotto negli ultimi anni, torni ad aumentare come in passato.
“Il movimento non può riguardare solo chi è in Serie A, serve allargare la base: le tesserate femminili sono circa 45 mila, ma paesi che hanno la nostra popolazione hanno da 100 mila a 300 mila tesserate. - sono le parole di Malagò - Noi abbiamo una concorrenza importante da altre discipline, come ad esempio la pallavolo che in altri paesi non esiste. Anche facendo questo lavoro, però, ci sarebbe un altro problema importante: devi creare le società, le associazioni, che sono quelle che creano le dinamiche della filiera per arrivare al calcio professionistico”.
Il neo presidente della Federcalcio ha poi posto il problema di centri sportivi e stadi visto che senza di essi, o senza l’apertura delle strutture maschili al calcio femminile, anche l’aumento delle tesserate rischierebbe di restare strozzato dalla mancanza di stadi in cui giocare: “In questo senso il problema maggiore è l'impiantistica, perché non ci sono i campi. E qua l'incontro col governo sarà fondamentale".
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