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Preziosi: "200 milioni buttati nel calcio, mi vergogno. Vi racconto di Messi e Lewandowski"TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 13:40Serie A
di Dimitri Conti

Preziosi: "200 milioni buttati nel calcio, mi vergogno. Vi racconto di Messi e Lewandowski"

Enrico Preziosi, ex presidente di Genoa e Como, ha parlato ieri sera dagli studi di Sportitalia, soffermandosi su vari aspetti legati al calcio italiano: "La mia esperienza di Genova è stata abbastanza altalenante, a un certo punto subentra la stanchezza nel gestire le cose. Vuoi fare di più e meglio, ma se ti fermi a pensare poi fai un passo indietro. Questo calcio non mi appartiene, assolutamente, c'è stata un'evoluzione drastica negli ultimi 8-10 anni e mi aspetto risultati peggiori per gli italiani: ci sono tutti investitori stranieri e il loro unico scopo è il profitto. Ma nel nostro calcio è molto difficile che avvenga, e temo che qualcuno inizi a scappare: l'Italia non sono gli Stati Uniti. Il sistema pensato, anche da noi presidenti che probabilmente siamo i primi responsabili, era destinato a fallire. E poi lo sport deve restare sport: quando è troppo impregnato di politica, non si cresce perché c'è qualcuno che tira la giacchetta". Lei come si sarebbe schierato alle elezioni FIGC? "Non avrei assolutamente votato per Malagò: abbiamo cambiato per non cambiare, tanto per non essere chiari. È nello sport da 65 anni, può fare un passo indietro e fare spazio ai giovani. Per me era più indicato Abete, avessi dovuto avrei scelto lui". Quanti soldi ha buttato nel calcio? "Mi vergogno... Siamo sui 200 milioni di euro, un po' sotto. A Como circa 40, il resto nel Genoa. Si parla di plusvalenze, ma il Genoa ha introiti per 40 milioni e squadra più struttura costano 75-80: se non ne fai un minimo, e spesso non le fai, non ammortizzi. Si ricordano tutti di Milito o Thiago Motta, ma i pacchi ce li dovevamo tenere. Il club così parte sempre ad handicap". Nel calcio però sembra essere benvoluto. "Gasperini ogni volta che mi vede mi abbraccia e anche alcuni giocatori. Credo di aver lasciato una scia di empatia e di dialogo, anche se all'esterno a volte appaio un po' burbero. Ma a volte lo fai per proteggerti". Ha rosicato per aver perso Lewandowski? "Tantissimo, e poi sapete anche di Messi. Lewandowski aveva praticamente già firmato il contratto con noi (del Genoa, ndr), era pure venuto a vedere una partita dopo aver svolto le visite. Poi però l'agente, a sorpresa, aveva cambiato le commissioni: ci sono anche queste cose. Morale della favola, dissi che il giocatore se ne doveva andare. E me ne sono pentito amaramente, era una procura di 500mila euro su un affare di 4,5 milioni. La cosa più grave è che lo rifarei ancora, il problema era la reazione all'aver contravvenuto alle regole". E con Messi invece? "Questo era ai tempi del Como. Mi chiama Favero mandandomi un video di un ragazzino che aveva il pallone incollato ai piedi in un campo di patate. Quindi viene con il padre, era un'operazione da 50mila dollari al tempo. Quindi parto da Hong Kong, e Gentile e Imborgia mi dissero che questo non poteva giocare a calcio, che era troppo piccolo. L'anno dopo poi è andato al Barcellona, lì gli hanno tirato le ossa e ancora oggi sta giocando". Che ne pensa del mondo degli agenti? "Se uno volesse raccontare in termini realistici, c'è da sparare a questa gente qua: fanno ricatti, vanno nelle famiglie e minacciano. Non faccio nomi perché vorrei vivere tranquillo, adesso". Qual è stato il suo allenatore ideale? "L'unico allenatore bravo che ho avuto è stato Gasperini. E basta. Perché tante volte Ballardini? Questa è la testardaggine nello sbagliare, e poi c'è la piazza". E della Sampdoria, che ne pensa? "Lo scorso anno è stato vergognoso quello che è successo. A Brescia, Cellino ha dovuto mollare e scappare, probabilmente perché mal visto dal sistema. Per questo dico che spesso lo sport è impregnato di altre cose. La Sampdoria era retrocessa, doveva fare la Serie C ma evidentemente c'è stato qualcosa". Ci dà alcuni voti? "Galliani è un amico, voto 9. Cairo 3 ed è già troppo. Lotito darei la sufficienza. Cellino anche lui un 6, non di più. Zamparini 7,5. A Moratti do 9 anche a lui. Moggi... Luciano è un amico, 7. Sensi è un 9. Berlusconi 10. Andrea Agnelli, gli voglio bene quindi gli do 8. A Elkann 6". Manca De Laurentiis. "Voto 4 meno meno. Mi è antipatico, è spocchioso. Professionalmente applausi, ma non ci andrei mai a cena". Ma è vero che lei era stato vicino ad acquisire il Torino? "Ai tempi sì, non ricordo però perché è sfumato. C'era un po' di caos, anche prima del Como. C'era qualcosa che non mi era permesso". Con Galliani però ha litigato, per Lapadula. "Per questo non gli ho dato 10! Ho visto che era con Carnevali l'altro giorno: Giovanni è uno serio e gli ho detto di farsi dare carta bianca. Se così è, piano piano ribalta la Juventus, in silenzio".