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Turchia out dal Mondiale, Calhanoglu distrutto: "Abbiamo spezzato il cuore delle persone"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 19:49Mondiali 2026
di Yvonne Alessandro

Turchia out dal Mondiale, Calhanoglu distrutto: "Abbiamo spezzato il cuore delle persone"

Quasi dalle sembianze di un'onta per la Turchia. Nel gruppo D ai Mondiali 2026 con Paraguay, Stati Uniti e Australia la formazione di Vincenzo Montella è finita per rimanere tagliata fuori dal turno successivo della competizione, dritta a casa. Due sconfitte pesanti e un trionfo sugli USA hanno deteriorato le speranze degli ottomani di tenere vivo il sogno Coppa del Mondo, ritrovandosi nel pieno di una bufera di delusione e polemiche, oltre che critiche per l'approccio mostrato. Da capitano e centrocampista della Turchia, Hakan Calhanoglu si è preso la responsabilità di trasmettere un lungo pensiero ai tifosi e a tutto il movimento: "Oggi ci sono molte cose da dire, ma nessuna parola è sufficiente a descrivere la delusione e la tristezza che sto provando", le prime parole trasmesse con un post su Instagram dal giocatore dell'Inter. "Sognavamo questi giorni da molto tempo. Desideravamo ardentemente rappresentare il nostro Paese nel modo migliore ai Mondiali e regalare al nostro popolo un orgoglio indimenticabile. Purtroppo non ci siamo riusciti". E ha aggiunto: "Ogni giorno ho sentito quanto sia un grande orgoglio e una grande responsabilità indossare questa maglia. E oggi, come capitano di questa squadra, mi assumo la responsabilità di questo risultato prima di chiunque altro. Lo so… Siete tristi. Siete feriti. Siete arrabbiati. Alcune delle critiche che abbiamo ricevuto sono state pesanti, altre invece erano sacrosante", il mea culpa di Calhanoglu. "Perché chiunque indossi questa maglia porta sulle spalle le speranze di questo Paese. Noi non siamo riusciti a ripagare quelle speranze sul campo. E di questo, insieme alla squadra, sono io a sentire il peso maggiore". "Il viaggio ai Mondiali, che desideravamo da anni, purtroppo finisce qui", ha proseguito. "Sappiamo di aver spezzato il cuore a milioni di persone che hanno creduto in questo sogno insieme a noi, che hanno vissuto con noi sia la gioia che il dolore. Per questo chiediamo sinceramente scusa al nostro popolo. Ma il calcio non è fatto solo di vittorie. A volte la prova più grande è riuscire a rialzarsi da dove si è caduti", la riflessione proposta sui social network. "Così come ieri ero orgoglioso di essere vostro figlio quando vincevamo, oggi che perdiamo chino la testa con lo stesso senso di appartenenza e, con lo stesso orgoglio, dico: 'Sono un figlio di questo Paese'. Questa bandiera sacra ci ha insegnato a non arrenderci mai". Concludendo con una promessa: "Lavoreremo più duramente. Torneremo più forti. Continueremo a lottare fino alla fine per completare la nostra storia rimasta incompiuta oggi, per onorare questo stemma, per essere di nuovo una speranza per tutti coloro che credono in noi e per regalare ai nostri bambini l'orgoglio che meritano. Ringrazio tutti coloro che non ci hanno lasciato soli nemmeno oggi. Perdonateci", l'ultima richiesta del turco 32enne.