Dumfries via dall’Inter sottocosto? Due anni fa poteva salutare a parametro zero
La cessione, ormai imminente, di Denzel Dumfries al Real Madrid divide i tifosi dell’Inter. In molti, specie sui social, sottolineano come i 20/25 milioni di euro - cioè il valore della clausola risolutiva - che i nerazzurri incasseranno siano un prezzo al di sotto del reale valore di mercato del laterale olandese, da anni tra i migliori d’Europa soprattutto a livello offensivo.
Al di là delle considerazioni anagrafiche - Dumfries ha compiuto 30 anni lo scorso aprile - c’è un fattore contrattuale non secondario, legato alle trattative per il rinnovo di contratto andate in scena due anni fa. Non furono negoziazioni scontate, né semplici, con un giocatore che ha cambiato più volte rappresentanti nel corso della sua permanenza all’Inter, dimostrando la propria tendenza - peraltro legittima - a cercare la migliore cura dei propri interessi, anche se alla fine non ha mai creato casi né spinto per andare via.
Anche la clausola risolutiva si inserisce in questo discorso. Fu una precisa richiesta di Dumfries - tant’è che inizialmente l’Inter provò a far trapelare l’assenza di una clausola -, “concessa” dalla dirigenza per evitare lo scenario peggiore, e cioè la cessione a parametro zero. Un rischio che Marotta, Ausilio e Baccin hanno evitato inserendo un prezzo di mercato, che comunque consentirà una discreta plusvalenza (Dumfries è a bilancio per circa 5,9 milioni di euro) e ha permesso di evitare di vederlo partire senza incassare nulla.
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