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Leao e Vlahovic, simboli di un calcio che è sempre più “parlato”TUTTO mercato WEB
Oggi alle 07:30L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Leao e Vlahovic, simboli di un calcio che è sempre più “parlato”

Siamo entrati in quel periodo dell’anno in cui i rumors di mercato si fanno assordanti. Non essendo qualificati al Mondiale, ci è rimasto solo il calciomercato, con i suoi sogni spesso troppo fantasiosi e tante, troppe, trattative che nascono e muoiono nel giro di poche ore. In tutto questo caos caotico, sono presenti anche Leao e Vlahovic, simbolo di un calcio sempre più “parlato”. Il primo, dopo una stagione fallimentare, ha deciso di fare chiarezza sul proprio futuro. Non l’ha fatto in accordo con il Milan ma di sua spontanea volontà, dal Portogallo, quindi da casa sua. Ha fatto sapere che è arrivato il momento per una nuova avventura, di fatto mettendo con le spalle al muro il Diavolo che, a questo punto, non può neanche più bluffare sui suoi propositi. Sicuramente il portoghese era tra i possibili partenti ma sbandierarlo ai quattro venti è stata una follia e un colpo basso per la società rossonera. Chiedere tanto per un giocatore scontento non è mai facile, anzi spesso porta problemi… C’è poi il “caso” Vlahovic. Sono mesi che si parla del futuro del serbo. Un giorno si sente bianconero, l’altro meno. Nel mezzo il suo entourage che, come è normale che sia, cerca la soluzione, anche economica, migliore per il proprio assistito. L’indecisione di Vlahovic è un problema enorme per la Juventus che, come noto, sta pensando ad una rivoluzione totale ma, per iniziarla, deve prima risolvere la questione più ingarbugliata, ossia capire se Vlahovic resta o va. Onestamente, due situazioni alquanto fastidiose che fotografano perfettamente le difficoltà dei club, ormai sempre più nelle mani dei (presunti) campioni. Non c’è tutela che tenga, il club, quando le cose si mettono male, rischia sempre di restare con un pugno di mosche in mano. Inoltre, nel caso specifico, parliamo di due grandi giocatori ma non di due top player. Il primo, a parte la fiammata nell’anno dello Scudetto, ha fatto arrabbiare tanto i suoi tifosi. Il suo carattere particolare è stato fonte di tanto nervosismo… Vlahovic, dal canto suo, ha alternato momenti buoni ad altri, diversi, in cui sembrava inadatto a vestire la maglia numero 9 della Juventus. Quest’anno, a causa degli infortuni, ha fatto spesso da spettatore. Eppure, entrambi pretendono di essere felici sportivamente e soddisfatti economicamente. No, no e ancora no. Non dovrebbe funzionare così, eppure sono proprio i vari Leao e Vlahovic del mondo calcistico a dettare le legge. Loro hanno il potere di condizionare due società come Milan e Juventus. Anni fa avrei riso di una simile affermazione…