Inter, Ausilio: "Thuram strappato al Milan. La trattativa per Lautaro fu un po' folle"
A parma è in corso il terzo giorno del Festival della Serie A, un evento in cui tanti ospiti protagonisti del calcio italiano intervengono dal palco per raccontare aneddoti e curiosità.
Poco fa è stata la volta del direttore sportivo dell'Inter Piero Ausilio, il quale ha raccontato gli acquisti di Marcus Thuram e Lautaro Martinez. Queste le sue parole, iniziando dal francese: "Con orgoglio posso dire che è stato strappato anche al Milan. È stato preso con due anni di ritardo, e arriva all’Inter per un motivo preciso: oltre al Milan c’erano anche altre società molto forti straniere. Lui scelse l’Inter per un motivo preciso: noi due anni prima lo avevamo individuato, avevamo già chiuso con il Borussia Monchengladbach. Si era trasferito Lukaku e avevamo pensato a lui, la cosa particolare è che non giocava da attaccante, ma eravamo convinti, tra le relazioni degli scout e la visione di partite dal vivo, che avesse le caratteristiche per giocare nel nostro modulo di gioco. Ne parlai con Marcus, lui mi disse di parlare con il papà… Lilian mi chiese di spiegargli il progetto, voleva capire perché pensavamo di spostare Marcus dalla sua posizione naturale. Mi diede l’ok, sennonché alla domenica si fece male a un ginocchio, ci fu questo impedimento e abbiamo dovuto ritardare di due anni l’operazione, chiudendola a costo zero. Bene così”.
La trattativa per Lautaro?
“È stata una trattativa molto particolare. O torni con il calciatore e diventi un fenomeno, o fai una figura di quelle per cui non ti puoi presentare. Quando un direttore sportivo decide di prendere un aereo e partire, tra l’altro in Argentina, dove appena atterri tutto il mondo sa che sei lì… Io ero convinto di andare in un periodo apparentemente tranquillo, invece perdemmo con il Crotone e arrivarono anche le critiche. Io andai lì sapendo che il ragazzo si era promesso all’Atlético Madrid. Mancava l’ok del Racing, noi avevamo il vantaggio che il direttore sportivo fosse Diego Milito e decisi di provare questa cosa un po’ folle. Trovammo subito l’accordo, poi andammo a vedere la partita e il buon Lautaro decise di fare tripletta con rigore procurato… Cambiò il prezzo, si ripartì da zero: tornai con questo famoso documento, arrotolato, ed era la cosa più importante”.
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