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Mancini e 25 milioni di motivi per non volerlo come commissario tecnico. Maldini che delusione. Ranieri la nostra speranza. Stones la rivincita di Marotta. Castro è una scommessaTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
ieri alle 22:10Editoriale
di Luca Calamai

Mancini e 25 milioni di motivi per non volerlo come commissario tecnico. Maldini che delusione. Ranieri la nostra speranza. Stones la rivincita di Marotta. Castro è una scommessa

E alla fine torna Mancini. Come ha scritto il direttore della Gazzetta dello Sport Stefano Barigelli la questione morale, parlando di commissario tecnico della Nazionale italiana, doveva valere per tutti. Ci sono 25 milioni di motivi per non ritenere Mancini la figura idonea a riprendersi questo ruolo. Venticinque come i milioni del tradimento. Quello che l’allenatore ha commesso abbandonando la Nazionale e vendendosi agli sceicchi. Non mi interessa che lui si sia scusato. Ci mancherebbe altro. Credo che abbia capito dopo poche settimane di aver commesso un clamoroso autogol. Ma quella scelta assurda non può essere cancellata con qualche parola di circostanza. Sono sorpreso che un grande dirigente come Malagò sia incappato in questo errore. L’unica giustificazione può essere che dopo gli errori di Maldini si sia trovato chiuso in un angolo, a rischio commissariamento. Doveva trovare subito una soluzione. E l’unica via di fugga era l’amico Mancini. Detto questo mi auguro che il tecnico sia capace di ricostruire una Nazionale decorosa. Di portarci finalmente ai Mondiali. E intanto di non retrocedere nella Nations League. Siamo stanchi di prendere schiaffi. Mancini abbia il coraggio di puntare sui giovani. Mi risulta che lui abbia un ottimo rapporto con Silvio Baldini, attuale tecnico dell’Under 21. Bene, lo ascolti, Si confronti con lui. Abbia il suo coraggio. Sono felice invece per il ruolo che è stato assegnato a Claudio Ranieri. Il grande saggio del calcio italiano. Lui può portare avanti un progetto di ampio respiro che trovi radici nei settori giovanili. Che vanno ripensati. Ranieri ha ottime idee. Le metta in campo. Anche lui dimostri di avere coraggio. Operi delle scelte nette, radicali. Il calcio italiano ha bisogno di voltare pagina. Non entro nella vicenda Pirlo. In un precedente editoriale ho già spiegato che non mi interessavano i suoi rapporti con la Russia. Il problema è che non lo ritenevo all’altezza di fare il cittì. Sono profondamente deluso da Maldini. In pochi giorni ha sbagliato tutto. Indico tre errori clamorosi: 1) rendere pubblica l’idea Guardiola senza avere il contratto firmato dal fuoriclasse spagnolo; 2) affermare di aver contattato Ancelotti cioè il commissario tecnico in essere di una Nazionale (quella brasiliana) una caduta di stile clamorosa e 3) non aver trovato una mediazione su un commissario tecnico diverso da Pirlo e da Thiago Motta. Maldini è troppo rigido nel suo lavoro. Vuole comandare al 101 per cento. Si, 101. Una cosa impossibile in qualsiasi realtà dove esiste un Presidente, Chiudo con due riflessioni di mercato. Dopo aver preso un paio di schiaffoni Marotta, che continuo a considerare il miglior dirigente del calcio italiano, ha strappato Stones a una ricca concorrenza. Parlo di Arsenal, Chelsea, Juve e Napoli. Così fanno quelli bravi. C’è grande euforia infine per l’arrivo di Castro alla Roma. Che sia un talento è sicuro, che sia una stella da Roma ho qualche dubbio. Che mi auguro per i tifosi giallorossi che sia infondato.