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Marani: "In 128 anni di FIGC mai così in basso. E Malagò da solo non basta"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 10:35Serie A
di Dimitri Conti

Marani: "In 128 anni di FIGC mai così in basso. E Malagò da solo non basta"

Lunga intervista per Matteo Marani, presidente della Lega Pro, sullo stato di salute del calcio in Italia: da Malagò alle riforme, parola alle istituzioni.
Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha rilasciato un'intervista all'edizione di oggi de Il Corriere della Sera per affrontare i principali temi legati allo stato di salute del calcio italiano: "Tre Mondiali consecutivi saltati, un dato eclatante e sconfortante. Nei 128 anni della Federazione mai siamo finiti così in basso". Il vuoto lasciato dal calcio lo riempie qualcun altro: "Il pubblico si sta spostando sugli altri sport, ma la crisi non deve essere vissuta come una sfida con altre discipline, da cui invece possiamo apprendere qualcosa di nuovo".

Troppo peso al risultato

Il problema, dice Marani, è nella mentalità e nel condizionamento che porta con sé il peso del risultato: "Anche nei settori giovanili perdere è un dramma. Avremmo più bisogno di insegnanti come Mino Favini e Sergio Vatta che non di Guardiola". Al comando del calcio italiano, però, ora c'è Malagò: "La crisi non è colpa di Gravina così come non lo era di Tavecchio o di Abete. Il declino è iniziato prima della magica notte di Berlino (Mondiali 2006, ndr) e i diritti tv sono stati dall'inizio un'occasione sprecata. All'estero li hanno investiti negli impianti e nella stabilizzazione, noi nei giocatori e non di certo solo campioni. Mentre gli altri progettavano il futuro, noi abbiamo pensato al presente ed arricchito i procuratori".

Non scordatevi della base

La palla passa tra i piedi del nuovo presidente FIGC: "Malagò da solo non basta. Il calcio è come una bella villa che ha vissuto lo sfarzo e ora fatica a pagare le utenze. Consideriamo la Serie A motore del movimento, ora tocca a loro assumersi la responsabilità senza abbandonare la base. La Bundesliga e la Premier, quando firmano i contratti per i diritti tv, pensano sempre alle leghe inferiori". E ancora, sul tema aggiunge: "Se fallisce una società di Serie C sembra solo un problema della Lega Pro, ma investe tutti: nessuno è assolto. Siamo il polmone del sistema e possiamo essere un punto di riferimento".

L'idea del Salary Cap

Una pista che le categorie inferiori stanno battendo è quella del Salary Cap: "L'ha lanciato Abodi in Serie B, l'anno scorso lo abbiamo introdotto in forma sperimentale e ora è diventato definitivo. Anche la Serie A deve guardare avanti, rimettere indietro le lancette non serve a niente. La C cavalca il futuro perché ha pagato la crisi sulla propria pelle. Abbiamo puntato sulla riforma Zola, e anche la Serie A l'ha adottata integralmente: così tra qualche anno potremmo avere una grande Nazionale". Quindi uno sguardo al futuro: "Spero che il prossimo presidente della Lega Pro, quando lascerò, sia giovane e magari una donna".

Mancini o Conte, il ct

Una battuta in conclusione su un tema che unisce l'Italia, l'annosa ricerca del nuovo ct: "Mancini o Conte, siamo fuori dal dibattito. Ho la sensazione che ci concentriamo sul Rettore dell'università senza preoccuparsi se ci siano i soldi per i maestri delle elementari".